mercoledì 14 dicembre 2011
Intervento di Tondo sulla sanità.
mercoledì 30 novembre 2011
Il servizio Pedibus non c'entra con i volontari della sicurezza.
domenica 27 novembre 2011
Dimissioni di Kosic
Credo che chiunque si appresti a guidare una macchina di tale complessità dovrebbe iniziare con una buona dose di umiltà, poi, con pazienza, ascoltare medici e infermieri che sono i veri autori del funzionamento della sanità regionale, spesso per senso di responsabilità e con sacrifici personali, poi a seguire i direttori generali e il direttore centrale della salute .
Mi è sembrato doveroso fare questa premessa poiché fino ad ora Kosic ha rovesciato questa piramide e prestava orecchie esclusivamente al dott. Basaglia (direttore centrale ), i cui meriti contabili /amministrativi sono noti ma insufficienti a gestire il tutto.
I rappresentanti dei lavoratori sono sempre stati convocati a cose fatte quasi a temere un dibattito o un confronto nel merito delle questioni .
Tondo, circa un mese fa, con quello che io chiamo un vuoto decisionismo, ha comunicato all'aula la sua intenzione di istituire una azienda sanitaria unica in tutta la regione.
Questa decisione sembra sia stata presa "a prescindere" perché per una scelta così impegnativa il presidente non ha coinvolto nessuno degli attori principali della sanità: non i direttori generali ancora impegnati nell'organizzazione dell' area vasta, non i sindacati e nemmeno i partiti della sua stessa maggioranza che per votare quanto richiesto dal loro presidente hanno dovuto riunirsi in conclave per un paio d'ore.
Tondo , che non ha mai brillato per la scelta dei collaboratori, qui ha superato se stesso e per il posto di direttore centrale della Salute, che con la chiusura dell'Agenzia Regionale della Sanità sarà il vero esecutore della riforma , ha scelto un professionista che è alla prima esperienza in ambito sanitario.
E ovvio che il modo superficiale con cui questa maggioranza ha gestito la riforma delle comunità montane spaventa perché giocare allo stesso modo con la sanità può provocare danni e disservizi che i nostri concittadini non meritano.
giovedì 17 novembre 2011
Dal primo gennaio 2006 la Regione ha adottato una nuova modalità per gestire la responsabilità civile delle Aziende sanitarie e dei dipendenti per danni provocati a terzi (pazienti, visitatori, dipendenti).
Se da un lato questa scelta ha determinato, nel breve termine, degli indubbi vantaggi economici e gestionali, dall'altra ha fatto sorgere il dubbio che tra otto - dieci anni con questa modalità assicurativa si possa determinate un cospicuo debito.
La missione valutativa si pone, appunto, lo scopo di approfondire tutte le possibili criticità in modo da garantire per tempo che il sistema resti in equilibrio abùnche nel lungo periodo.
Ecco il link alla proposta di missione valutativa:
http://pustetto.blogspot.com/2011/07/proposta-di-missione-valutativa-sulla.html
martedì 15 novembre 2011
Nuova cabinovia a Forni di Sopra.
Premesso che il Consiglio di amministrazione di Promotur ha recentemente deliberato la realizzazione della nuova cabinovia in località Pian dei Poss, nel Comune di Forni di Sopra in Provincia di Udine, ampliando così il demanio sciabile sulla direttrice Mauria - Varmost grazie a un investimento di poco inferiore ai 12 milioni di euro,
considerato che la costruzione della collegata nuova pista di discesa è messa in forse dall’entità dei costi e dall’instabilità idro-geologica della zona,
preso atto che oltre al progetto di recupero dei 20.000 mc della dismessa colonia montana ODA trasformandoli in aree commerciali e servizi collettivi, sono previsti altri 3 blocchi residenziali per ulteriori 36.000 mc di ulteriori seconde e terze case di cui non si sente assolutamente il bisogno, stante che nel Comune di Forni di Sopra gli alloggi nuovi invenduti e quelli vuoti nel centro storico sono già numerosi,
ritenuto che un intervento di recupero di questa colonia montana sia auspicabile, ma solo con il fine di attivare un’attività per potenziare le peculiarità locali come lo sviluppo dei prodotti tipici, o la realizzazione di un albergo di qualità, o di un luogo di cura, o una sede per incontri o con un qualsiasi altro progetto finalizzato a mantenere in loco la gente durante tutto l’arco dell’anno,
ricordato che questa vallata alpina ha nelle Dolomiti, patrimonio dell’Umanità dichiarato dall’Unesco, il suo bene più prezioso, quindi da valorizzare e non deturpare con colate di cemento,
ritenuto che con questi interventi i flussi verranno spostati dal centro storico del Comune a una distante periferia e, posto che, l’economia di un paese si aiuti con interventi strutturali che abbiano benefici a lungo termine e non solo per un periodo ristretto dell’anno, valorizzando le sue attività produttive, le sue aziende, la sua economia e mantenendo i suoi presidi sociali,
richiamata l’attenzione sul fatto che, con la grave crisi economica che caratterizza questo periodo, sia imperativo che ogni finanziamento riesca a raggiungere l’effetto sperato
interroga
se non sia più etico ed utile per la montagna e la sua gente che la Regione investa in agevolazioni per le imprese ivi ins
mercoledì 26 ottobre 2011
Sulla Terza Corsia.
E’ molto difficile che le posizioni prese e la politica espressa dalla Lega Nord coincidano con la visone della società che ha la parte politica che rappresento, però quando questo accade, credo sia politicamente corretto affermarlo pubblicamente.
Ritengo, quindi, giuste, le affermazioni dell’assessore Violino che si è espresso contro l’ipotesi che la Regione si faccia carico, da sola, degli ingentissimi oneri per la costruzione della terza corsia della A4, tenuto conto che la realizzazione dell’opera risponde solo in modo limitato agli interessi regionali e in modo molto maggiore agli interessi nazionali o sovranazionali.
Purtroppo anche in questa vicenda emerge quello che ho chiamato il “vuoto decisionismo” del presidente Tondo, che troppo spesso prende delle decisioni mediaticamente efficaci, ma irrazionali, precipitose e spesso senza avere una visione chiara di che cosa vuole ottenere.
Ecco che dal successo di essere stato nominato commissario straordinario per la terza corsia vanifica il tutto perché il “fasin di bessoi ” è mediaticamente troppo allettante.
E’ così che in modo irrazionale e superficiale non esige dallo Stato la giusta compartecipazione al finanziamento dell’opera e parte con le gare di appalto senza una copertura economica certa.
Questo modo di agire è una costante di Tondo e lo abbiamo potuto osservare fin dall’inizio della legislatura quando, in modo altrettanto precipitoso, il Presidente ha abrogato molte leggi licenziate dal precedente esecutivo senza però avere contezza di come sostituirle.
Il piano urbanistico regionale, redatto dall’allora assessore Sonego, è stato cancellato senza che, a tuttora, questa maggioranza sia stata in grado di proporre una sua versione/visione strategica dell’urbanistica regionale.
E’ di questi giorni la discussione di una legge sul riordino delle comunità montane, incautamente commissariate da quasi tre anni; legge tanto confusa e contraddittoria da vedere la ferma contrarietà dell’ ANCI, dell’UNCEM e di 27 sindaci e che non prevede nemmeno il superamento della figura del commissario che viene riproposto tale e quale solo con altro nome.
Potrei citare ancora molti esempi, tutti negativi, ma mi fermo all’ultimo spot (pre elettorale ?) di Tondo in cui si ipotizza la creazione dell’azienda sanitaria unica regionale quale panacea dei mali della sanità.
Difficile entrare nel merito della proposta perché nella stessa maggioranza le versioni annunciate sono almeno quattro, ma se guardiamo ai precedenti e all’azione fin qui svolta da questo esecutivo c’è da essere molto preoccupati perché è inverosimile che un assessore alla sanità che non è riuscito a risolvere il problema del direttore del centro trapianti, vacante da un anno, riesca a risolvere una partita che ridisegna la governace dell’intera sanità regionale.
giovedì 13 ottobre 2011
In materia di WELFARE regionale.
Martedì
Il tema, dunque, è quello dei requisiti necessari per l’accesso al welfare regionale stante che le modifiche all’art 4 della legge 6/2006, a suo tempo volute dalla Lega Nord e votate da questa sgangherata maggioranza, sono state giudicate incostituzionali dalla Corte Costituzionale, ancorché impugnate dall’Europa che per tale motivo ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia .
Parliamo cioè per quanti anni un cittadino, anche italiano, deve essere residente in regione e in Italia per poter accedere ai vari benefici del welfare.
Nel sottolineare le motivazioni per cui simili norme non possono trovare spazio nella legislazione regionale (e nazionale) e per tacitare il capogruppo della maggioranza che lamentava la parzialità/faziosità delle mie affermazioni, ho ritenuto opportuno leggere per intero le motivazioni con cui
Le modifiche che questo esecutivo vorrebbe apportare alla legge per sanare questa situazione sono state bocciate dal Consiglio delle Autonomie Locali (5 voti a favore su 17) e giudicate come verosimilmente incostituzionali dal segretario generale della Giunta dott. Bertuzzi perché cambiare di pochi mesi l’obbligo di residenza non modifica la sostanza della questione.
Nonostante ciò, la Giunta, all’unanimità ha deciso di proseguire perché anche qualora il testo venisse nuovamente impugnato da Roma o dall’Europa passerebbero almeno due anni, ma nel frattempo, la Lega potrà brandire la nuova legge come un scalpo da esibire alla sua gente. La serietà e la credibilità delle istituzioni e della politica in genere, ancora una volta, sono l’ultimo dei problemi di questa maggioranza.
mercoledì 5 ottobre 2011
Il finto decisionismo di Tondo.
Una settimana fa Tondo, spiazzando anche la sua maggioranza, elencava una serie di provvedimenti a suo modo necessari a far fronte alla crisi economica e a ridare un po’ di credibilità alle forze politiche.
Purtroppo sono convinto sia l’ennesimo bluff fatto con l’unico scopo di conquistare le prime pagine dei giornali e che nel breve termine non farà che aumentare la sfiducia dei cittadini nei confronti dei politici e della politica più in generale.
Molti dei problemi elencati da Tondo erano già evidenti all’inizio del suo mandato, ma questa maggioranza fino ad ora non ha fatto nulla. Anche se questa accelerazione fosse dovuta al malessere crescente dei nostri concittadini, la pretesa di risolvere d’imperio problemi complessi in genere non porta nulla di buono.
Tondo ha utilizzato questo metodo molte volte, sempre con risultati pessimi.
L’esempio delle Comunità montane è significativo: si è pensato di risolvere le evidenti criticità che le ingessavano commissariandole (provvedimento che doveva durare solo pochi mesi ), ma senza avere nessuna idea di cosa fare dopo.
Adesso che sono trascorsi due anni, che molti finanziamenti europei e regionali sono stati persi, la soluzione proposta non solo è confusa e contraddittoria, ma riesce a scontentare tantissimi sindaci, la sua stessa maggioranza e non supera nemmeno il problema del commissario che resta tale anche se il nome viene cambiato.
La proposta di riforma della sanità segue lo stesso binario del “vuoto decisionismo” di cui sopra, solo che la posta in gioco è molto più alta.
Una volta cancellata l’Agenzia Regionale della Sanità, che fungeva da “filtro” tra l’assessore e i Direttori Generali, e concentrato tutto il potere decisionale nella Direzione Centrale, spetta a questa e, quindi, all’assessore dare le linee di indirizzo della sanità regionale.
In poche parole l’azienda unica c’è già, ma è inverosimile che Kosic riesca a dare delle linee guida ai vari Direttori Generali, posto che non riesce a risolvere il problema del centro trapianti di Udine ormai senza responsabile da oltre un anno.
L’azienda unica, così come concepita dal Presidente della Regione, serve solo a costruire un bunker impermeabile alle istanze del territorio, ove ins
Tondo, con le dichiarazioni del 27 settembre, ha tentato di nascondere la sua ormai palese incapacità di governare la Regione con un gigantesco spot elettorale, il cui unico scopo era quello di cavalcare il malessere sociale montante. Purtroppo, a breve il risveglio sarà brusco e amaro per tutti perché, come spesso accade, le promesse in periodo elettorale restano tali anche dopo.

