mercoledì 14 dicembre 2011

Intervento di Tondo sulla sanità.

Il Presidente della Regione Renzo tondo è stato sentito il 12.12.2011 in III Commissione in merito alle sue intenzioni di riformare la governance della sanità, creando un'azienda sanitaria unica per l'intera Regione.

Rispetto a quanto dichiarato il 27 settembre, quando ipotizzava tempi strettissimi e riforme fatte a colpi di emendamenti fatti in finanziaria, Tondo è sembrato decisamente più prudente e possibilista, annunciando che la riforma avrebbe seguito l'iter istituzionale senza accelerazioni e colpi di scena. Il suo timing prevede l'approvazione della legge per la primavera, si ipotizza febbraio-marzo, per poi diventare operativa da gennaio 2013.

Tondo ha, quindi, affermato che la revisione del sistema sanitario non è più rinviabile, serve per eliminare le differenze esistenti tra le aziende e per ridurre la spesa sanitaria.
Questa operazione servirà anche a rompere i localismi che da sempre condizionano la nostra Regione e va fatta subito perchè il clima in cui ci troviamo è favorevole. Quest'ultima affermazione, a mio parere, in modo più chiaro e brutale vuol dire che in un momento di crisi così acuta la gente non avrà il tempo e la voglia di protestare e si potranno fare ulteriori tagli alla sanità a prescindere.

Ritengo che per affrontare una riforma di questa portata ci sia bisogno di numeri, raffronti, elementi concreti e un atteggiamento laico. Serve una strategia, occorre avere chiari quelli che sono gli obiettivi che si vogliono perseguire, i vantaggi e gli eventuali punti deboli che possono essere presenti, sia per quanto riguarda gli utenti sia gli operatori del settore.
per questo motivo ho fatto molte domande all'attuale Assessore, senza peraltro avere nessuna, dico nessuna, risposta. Non è ininfluente sapere se siano state fatte simulazioni del nuovo assetto organizzativo, se siano stati calcolati i rischi di ingovernabilità si un sistema così vasto, complesso e diversificato, se la scelta del Direttore centrale Salute appartiene a Comunione e Liberazione, se l'ipotesi di commissariamento delle attuali aziende sia fondata, ecc. ecc.
Ecco l'elenco delle domande:

L'unico dato che Tondo ha riferito è che in base ad uno studio fatto dalla Bocconi 7 anni fa, nel lungo periodo, un'unica azienda sanitaria regionale avrebbe potuto determinare risparmi per molti milioni di euro, senza però che fosse dato sapere se la qualità del servizio erogato sarebbe stata mantenuta.

mercoledì 30 novembre 2011

Il servizio Pedibus non c'entra con i volontari della sicurezza.

Oggi il Consigliere Kocijancic ed io abbiamo presentato una mozione concernente il fatto che il servizio Pedibus non c'entra con i volontari della sicurezza.

"Considerato che la legge regionale 9/2009, oltre a definire gli indirizzi generali dell'organizzazione dei servizi di polizia locale, contempla espressamente lo "sviluppo della cultura della legalità e alla prevenzione dei fenomeni dell'illegalità";

rilevato che i "volontari per la sicurezza", così come esplicitato nella relazione introduttiva alla predetta legge, nascono in "un'ottica di ausilio dei corpi di polizia e possono contribuire alla prevenzione dei fenomeni di microcriminalità e degrado urbano" e sono, quindi, destinati e preposti ad un servizio di informazione ed osservazione del territorio;

considerato che il Decreto del Ministro dell'Interno dell'8 agosto 2009, all'art. 3, prevede che sia un'ordinanza del Sindaco a formalizzare e a definire gli ambiti di operatività delle associazioni di volontari, cosa questa che non pare essere fatta in numerose realtà locali ove queste associazioni operano;

ritenuto che l'associazione "Pedibus" abbia esclusiva finalità di sicurezza limitata all'ambito dell'educazione stradale e dell'accompagnamento senza rischi dei bambini e non abbia alcuna attinenza con il controllo del territorio e le finalità istitutive dei volontari della sicurezza;

atteso che l'Assessore regionale con delega alle politiche della sicurezza ha espressamente manifestato l'intenzione di modificare il regolamento dei Volontari per la sicurezza in modo tale da prefigurare un loro improprio utilizzo;

tutto ciò premesso e considerato si impegna la Giunta Regionale

1. a mantenere separate e distinte le associazioni di volontariato citate in premessa, le cui finalità istituzionali sono completamente diverse e distinte, rilevando che l'estensione del "servizio Pedibus" ai volontari per la sicurezza sarebbe un'operazione propagandistica atta a mitigare il sostanziale insuccesso dell'iniziativa,

2. a non procedere alle modifiche regolamentari sulla scorta delle motivazioni espresse in premessa.

domenica 27 novembre 2011

Dimissioni di Kosic

Le recenti dimissioni dell'assessore alla salute, ancorché auspicate da molti, non saranno servite a nulla se, come pare dalle prime esternazioni, Tondo si ostinerà a gestire la sanità regionale con le stesse modalità di Kosic.

Credo che chiunque si appresti a guidare una macchina di tale complessità dovrebbe iniziare con una buona dose di umiltà, poi, con pazienza, ascoltare medici e infermieri che sono i veri autori del funzionamento della sanità regionale, spesso per senso di responsabilità e con sacrifici personali, poi a seguire i direttori generali e il direttore centrale della salute .

Mi è sembrato doveroso fare questa premessa poiché fino ad ora Kosic ha rovesciato questa piramide e prestava orecchie esclusivamente al dott. Basaglia (direttore centrale ), i cui meriti contabili /amministrativi sono noti ma insufficienti a gestire il tutto.

I rappresentanti dei lavoratori sono sempre stati convocati a cose fatte quasi a temere un dibattito o un confronto nel merito delle questioni .

Tondo, circa un mese fa, con quello che io chiamo un vuoto decisionismo, ha comunicato all'aula la sua intenzione di istituire una azienda sanitaria unica in tutta la regione.

Questa decisione sembra sia stata presa "a prescindere" perché per una scelta così impegnativa il presidente non ha coinvolto nessuno degli attori principali della sanità: non i direttori generali ancora impegnati nell'organizzazione dell' area vasta, non i sindacati e nemmeno i partiti della sua stessa maggioranza che per votare quanto richiesto dal loro presidente hanno dovuto riunirsi in conclave per un paio d'ore.

Tondo , che non ha mai brillato per la scelta dei collaboratori, qui ha superato se stesso e per il posto di direttore centrale della Salute, che con la chiusura dell'Agenzia Regionale della Sanità sarà il vero esecutore della riforma , ha scelto un professionista che è alla prima esperienza in ambito sanitario.

E ovvio che il modo superficiale con cui questa maggioranza ha gestito la riforma delle comunità montane spaventa perché giocare allo stesso modo con la sanità può provocare danni e disservizi che i nostri concittadini non meritano.

giovedì 17 novembre 2011

Mercoledì 15 la proposta di missione valutativa inerente l'assicurazione per la responsabilità civile in ambito sanitario che ho presentato è stata accolta all'unanimità dal Comitato di controllo.

Dal primo gennaio 2006 la Regione ha adottato una nuova modalità per gestire la responsabilità civile delle Aziende sanitarie e dei dipendenti per danni provocati a terzi (pazienti, visitatori, dipendenti).
Se da un lato questa scelta ha determinato, nel breve termine, degli indubbi vantaggi economici e gestionali, dall'altra ha fatto sorgere il dubbio che tra otto - dieci anni con questa modalità assicurativa si possa determinate un cospicuo debito.

La missione valutativa si pone, appunto, lo scopo di approfondire tutte le possibili criticità in modo da garantire per tempo che il sistema resti in equilibrio abùnche nel lungo periodo.


Ecco il link alla proposta di missione valutativa:

http://pustetto.blogspot.com/2011/07/proposta-di-missione-valutativa-sulla.html

martedì 15 novembre 2011

Nuova cabinovia a Forni di Sopra.

Premesso che il Consiglio di amministrazione di Promotur ha recentemente deliberato la realizzazione della nuova cabinovia in località Pian dei Poss, nel Comune di Forni di Sopra in Provincia di Udine, ampliando così il demanio sciabile sulla direttrice Mauria - Varmost grazie a un investimento di poco inferiore ai 12 milioni di euro,

considerato che la costruzione della collegata nuova pista di discesa è messa in forse dall’entità dei costi e dall’instabilità idro-geologica della zona,

preso atto che oltre al progetto di recupero dei 20.000 mc della dismessa colonia montana ODA trasformandoli in aree commerciali e servizi collettivi, sono previsti altri 3 blocchi residenziali per ulteriori 36.000 mc di ulteriori seconde e terze case di cui non si sente assolutamente il bisogno, stante che nel Comune di Forni di Sopra gli alloggi nuovi invenduti e quelli vuoti nel centro storico sono già numerosi,

ritenuto che un intervento di recupero di questa colonia montana sia auspicabile, ma solo con il fine di attivare un’attività per potenziare le peculiarità locali come lo sviluppo dei prodotti tipici, o la realizzazione di un albergo di qualità, o di un luogo di cura, o una sede per incontri o con un qualsiasi altro progetto finalizzato a mantenere in loco la gente durante tutto l’arco dell’anno,

ricordato che questa vallata alpina ha nelle Dolomiti, patrimonio dell’Umanità dichiarato dall’Unesco, il suo bene più prezioso, quindi da valorizzare e non deturpare con colate di cemento,

ritenuto che con questi interventi i flussi verranno spostati dal centro storico del Comune a una distante periferia e, posto che, l’economia di un paese si aiuti con interventi strutturali che abbiano benefici a lungo termine e non solo per un periodo ristretto dell’anno, valorizzando le sue attività produttive, le sue aziende, la sua economia e mantenendo i suoi presidi sociali,

richiamata l’attenzione sul fatto che, con la grave crisi economica che caratterizza questo periodo, sia imperativo che ogni finanziamento riesca a raggiungere l’effetto sperato

interroga

la Giunta regionale su quali studi siano stati commissionati perchè questi cospicui investimenti sostenuti dalla Regione abbiano una reale possibilità di sviluppare le potenzialità attrattive del Comune di Forni di Sopra o non rischino invece di essere un supporto più o meno inconsapevole alla solita e sterile speculazione edilizia,

se non sia più etico ed utile per la montagna e la sua gente che la Regione investa in agevolazioni per le imprese ivi insediate o nel mantenere scuole, uffici, poste presidi sanitari e quant’altro renda meno disagevole la vita dei nostri concittadini residenti in tali zone.

mercoledì 26 ottobre 2011

Sulla Terza Corsia.

E’ molto difficile che le posizioni prese e la politica espressa dalla Lega Nord coincidano con la visone della società che ha la parte politica che rappresento, però quando questo accade, credo sia politicamente corretto affermarlo pubblicamente.

Ritengo, quindi, giuste, le affermazioni dell’assessore Violino che si è espresso contro l’ipotesi che la Regione si faccia carico, da sola, degli ingentissimi oneri per la costruzione della terza corsia della A4, tenuto conto che la realizzazione dell’opera risponde solo in modo limitato agli interessi regionali e in modo molto maggiore agli interessi nazionali o sovranazionali.

Purtroppo anche in questa vicenda emerge quello che ho chiamato il “vuoto decisionismo” del presidente Tondo, che troppo spesso prende delle decisioni mediaticamente efficaci, ma irrazionali, precipitose e spesso senza avere una visione chiara di che cosa vuole ottenere.

Ecco che dal successo di essere stato nominato commissario straordinario per la terza corsia vanifica il tutto perché il “fasin di bessoi ” è mediaticamente troppo allettante.

E’ così che in modo irrazionale e superficiale non esige dallo Stato la giusta compartecipazione al finanziamento dell’opera e parte con le gare di appalto senza una copertura economica certa.

Questo modo di agire è una costante di Tondo e lo abbiamo potuto osservare fin dall’inizio della legislatura quando, in modo altrettanto precipitoso, il Presidente ha abrogato molte leggi licenziate dal precedente esecutivo senza però avere contezza di come sostituirle.

Il piano urbanistico regionale, redatto dall’allora assessore Sonego, è stato cancellato senza che, a tuttora, questa maggioranza sia stata in grado di proporre una sua versione/visione strategica dell’urbanistica regionale.

E’ di questi giorni la discussione di una legge sul riordino delle comunità montane, incautamente commissariate da quasi tre anni; legge tanto confusa e contraddittoria da vedere la ferma contrarietà dell’ ANCI, dell’UNCEM e di 27 sindaci e che non prevede nemmeno il superamento della figura del commissario che viene riproposto tale e quale solo con altro nome.

Potrei citare ancora molti esempi, tutti negativi, ma mi fermo all’ultimo spot (pre elettorale ?) di Tondo in cui si ipotizza la creazione dell’azienda sanitaria unica regionale quale panacea dei mali della sanità.

Difficile entrare nel merito della proposta perché nella stessa maggioranza le versioni annunciate sono almeno quattro, ma se guardiamo ai precedenti e all’azione fin qui svolta da questo esecutivo c’è da essere molto preoccupati perché è inverosimile che un assessore alla sanità che non è riuscito a risolvere il problema del direttore del centro trapianti, vacante da un anno, riesca a risolvere una partita che ridisegna la governace dell’intera sanità regionale.

giovedì 13 ottobre 2011

In materia di WELFARE regionale.

Martedì la IV Commissione consiliare è stata chiamata a dare il parere, per le parti di competenza, sul DDL 164 e sulla PDL 148 in materia di accesso alle prestazioni sociali.

Il tema, dunque, è quello dei requisiti necessari per l’accesso al welfare regionale stante che le modifiche all’art 4 della legge 6/2006, a suo tempo volute dalla Lega Nord e votate da questa sgangherata maggioranza, sono state giudicate incostituzionali dalla Corte Costituzionale, ancorché impugnate dall’Europa che per tale motivo ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia .

Parliamo cioè per quanti anni un cittadino, anche italiano, deve essere residente in regione e in Italia per poter accedere ai vari benefici del welfare.

Nel sottolineare le motivazioni per cui simili norme non possono trovare spazio nella legislazione regionale (e nazionale) e per tacitare il capogruppo della maggioranza che lamentava la parzialità/faziosità delle mie affermazioni, ho ritenuto opportuno leggere per intero le motivazioni con cui la Corte Costituzionale, con sentenza n 40 /2011, cassava la legge regionale in questione perché intere categorie di persone “rimarrebbero di fatto ingiustificatamente escluse dall’accesso all’intero complesso di interventi e di servizi facente parte del sistema integrato regionale …“.

Le modifiche che questo esecutivo vorrebbe apportare alla legge per sanare questa situazione sono state bocciate dal Consiglio delle Autonomie Locali (5 voti a favore su 17) e giudicate come verosimilmente incostituzionali dal segretario generale della Giunta dott. Bertuzzi perché cambiare di pochi mesi l’obbligo di residenza non modifica la sostanza della questione.

Nonostante ciò, la Giunta, all’unanimità ha deciso di proseguire perché anche qualora il testo venisse nuovamente impugnato da Roma o dall’Europa passerebbero almeno due anni, ma nel frattempo, la Lega potrà brandire la nuova legge come un scalpo da esibire alla sua gente. La serietà e la credibilità delle istituzioni e della politica in genere, ancora una volta, sono l’ultimo dei problemi di questa maggioranza.

mercoledì 5 ottobre 2011

Il finto decisionismo di Tondo.

Una settimana fa Tondo, spiazzando anche la sua maggioranza, elencava una serie di provvedimenti a suo modo necessari a far fronte alla crisi economica e a ridare un po’ di credibilità alle forze politiche.

Purtroppo sono convinto sia l’ennesimo bluff fatto con l’unico scopo di conquistare le prime pagine dei giornali e che nel breve termine non farà che aumentare la sfiducia dei cittadini nei confronti dei politici e della politica più in generale.

Molti dei problemi elencati da Tondo erano già evidenti all’inizio del suo mandato, ma questa maggioranza fino ad ora non ha fatto nulla. Anche se questa accelerazione fosse dovuta al malessere crescente dei nostri concittadini, la pretesa di risolvere d’imperio problemi complessi in genere non porta nulla di buono.

Tondo ha utilizzato questo metodo molte volte, sempre con risultati pessimi.

L’esempio delle Comunità montane è significativo: si è pensato di risolvere le evidenti criticità che le ingessavano commissariandole (provvedimento che doveva durare solo pochi mesi ), ma senza avere nessuna idea di cosa fare dopo.

Adesso che sono trascorsi due anni, che molti finanziamenti europei e regionali sono stati persi, la soluzione proposta non solo è confusa e contraddittoria, ma riesce a scontentare tantissimi sindaci, la sua stessa maggioranza e non supera nemmeno il problema del commissario che resta tale anche se il nome viene cambiato.

La proposta di riforma della sanità segue lo stesso binario del “vuoto decisionismo” di cui sopra, solo che la posta in gioco è molto più alta.

Una volta cancellata l’Agenzia Regionale della Sanità, che fungeva da “filtro” tra l’assessore e i Direttori Generali, e concentrato tutto il potere decisionale nella Direzione Centrale, spetta a questa e, quindi, all’assessore dare le linee di indirizzo della sanità regionale.

In poche parole l’azienda unica c’è già, ma è inverosimile che Kosic riesca a dare delle linee guida ai vari Direttori Generali, posto che non riesce a risolvere il problema del centro trapianti di Udine ormai senza responsabile da oltre un anno.

L’azienda unica, così come concepita dal Presidente della Regione, serve solo a costruire un bunker impermeabile alle istanze del territorio, ove insediare dei finti esperti il cui unico compito è quello di ridurre la spesa e, quindi, ridurre anche l’offerta di salute ai nostri concittadini, senza che i politici debbano pagare pegno alle successive elezioni.

Tondo, con le dichiarazioni del 27 settembre, ha tentato di nascondere la sua ormai palese incapacità di governare la Regione con un gigantesco spot elettorale, il cui unico scopo era quello di cavalcare il malessere sociale montante. Purtroppo, a breve il risveglio sarà brusco e amaro per tutti perché, come spesso accade, le promesse in periodo elettorale restano tali anche dopo.

mercoledì 28 settembre 2011

INSIEL S.p.A. - società in House di cui la Regione è socio unico - verserà circa 4 milioni di euro di imposte. Cui prodest?

Riporto l'interrogazione del mese di maggio firmata da Colussi, Corazza, Kocijancic, Moretton e da me a cui è stata data risposta oggi. In corsivo è indicata la risposta data.


Premesso che alla fine del corrente mese (maggio) verrà sottoposta all'Assemblea di Insiel S.p.A. l'approvazione del bilancio 2010,

considerato che la società è al 100% regionale e che il CdA della stessa ha approvato il Bilancio 2010 evidenziando un risultato positivo ante imposte di 8.5 milioni,

visti i toni trionfalistici con cui il Presidente e l'Amministratore delegato della Società rappresentano tali risultati attraverso gli organi di stampa,

ritenuto all'opposto che tali risultati, senz'altro positivi in regime di mercato, rappresentino oggi, dopo la vendita di Insiel Mercato, l'ennesima riprova che i costi del servizio prestato da Insiel a favore del socio "Regione FVG" sono da considerarsi onerosi rispetto ai valori di produzione e di mercato dei servizi stessi e atteso che l'obiettivo tendenziale di una società in house ben gestita dovrebbe essere quello del pareggio di bilancio e non di produzione di utili che, nel caso di specie, comporteranno il pagamento di circa 4 milioni di euro di imposte (pur considerando che su tale importo la Regione si vedrà riconosciute le quote di pertinenza sulle imposte versate),

considerato che non si riesce a comprendere le ragioni economico-aziendali che inducono alla produzione di tali "onerosi" utili per la collettività,

atteso che la Società non ha ricevuto nel corso del 2010 nuovi affidamenti dalla Regione e dagli enti del Servizio sanitario regionale e che non è noto se tale assenza di nuovi ed ulteriori affidamenti rispetto ai servizi previsti in convenzione sia da attribuirsi ad assenza di esigenze o a diverse valutazioni del socio Regione,

interpellano la Giunta regionale per sapere:

A) se non si ritenga la produzione di utili da parte di Insiel e il conseguente pagamento delle imposte un grave danno indiretto al bilancio regionale

In merito alla produzione degli utili da parte di Insiel S.p.A., è evidente che sugli stessi andranno versate le imposte previste dalla normativa vigente, sulle quali matura il diritto della Regione - ai sensi dell'art. 49 dello Statuto - di compartecipare al gettito delle stesse. In ogni caso si ritiene che un danno indiretto al bilancio regionale sia da considerarsi l'eventuale chiusura di un esercizio societario in perdita e non certamente il caso di una società che raggiunge il pareggio economico-finanziario e produce utili. Corre obbligo aggiungere che nel panorama italiano sussistono numerosi esempi di società pubbliche del settore dell'informatica che hanno prodotto utili di importo anche maggiore di quelli di Insiel (vedi SOGEI, Informatica trentina, Informatica Alto Adige, Sardegna IT, CSI Piemonte).
Si auspica in ogni caso che il prossimo esercizio finanziario riporti risultanze con utili complessivi di importo inferiore, a tal proposito l'Amministrazione ha disposto risorse da destinarsi ad Insiel che garantiscano l'equilibrio economico-finanziario della società. L'equilibrio dovrà essere anche un indirizzo previsto dal Piano industriale 2011-2013 in corso di predisposizione da parte della società.


B) se ritenga, alla luce dell'assenza di nuovi affidamenti nel corso dell'anno 2010, Insiel il soggetto più idoneo per rispondere alle nuove ed ulteriori esigenze di sviluppo dei sistemi informativi della Regione e degli enti del Servizio sanitario regionale

Con la LR9/2011 è stato delineato un quadro generale di intervento e governo pubblico della materia nell'ambito del quale è definito il ruolo di Insiel S.p.A., quale società strumentale della Regione e soggetto attuatore delle politiche regionali nell'ambito dei sistemi informativi integrati regionali ed i sistemi di raccordo della Regione con la società, sotto il profilo della programmazione, degli indirizzi, del controllo analogo e della vigilanza. Pertanto già a livello legislativo Insiel S.p.A. è stata individuata come il soggetto più idoneo a rispondere alle esigenze di sviluppo dei sistemi informativi regionali e degli enti del Servizio sanitario regionale.


C) se e quali premialità connesse al raggiungimento di determinati risultati economici siano previste dai contratti di lavoro dell'Amministratore delegato e dei dirigenti di Insiel

Sulla base delle informazioni pervenute direttamente dalla società si evidenzia quanto segue: i compensi dell'Amministratore delegato prevedono un ammontare fisso senza la presenza di alcuna componente variabile e dipendente dai risultati raggiunti, l'inquadramento del personale dipendente si colloca nell'ambito della contrattualistica privata e precisamente viene disciplinato dal "Contratto collettivo nazionale del Lavoro Metalmeccanici" e del "Contratto collettivo nazionale del Lavoro Dirigenti, Aziende industriali". In ambito aziendale sono stati sottoscritti degli accordi con le maggiori rappresentanze sindacali dei lavoratori per disciplinare aspetti economici e lavorativi volti ad ottenere una adeguata retribuzione per le varie categorie professionali presenti in azienda. Viene altresì previsto un ulteriore livello di contrattazione, fra il singolo dipendente e il datore di lavoro, con il quale si ha modo di poter gestire appropriamente i diversi inquadramenti professionali, ad attrarre e mantenere, nel proprio organico, risorse qualificate che nel settore dell'ICT sono vitali per fornire un servizio sempre al passo con le innovazioni tecnologiche. In tale contesto la società ha istituito un sistema di "Management By Objectives" volto a perseguire l'obiettivo di economicità, efficienza, tempestività che unicamente con lo sforzo coordinato del capitale umano aziendale ci si può attendere di ottenere. Gli obiettivi vengono definiti tenendo in considerazione le richieste che l'apparato regionale fissa con Insiel in ragione d'anno, mediante l'approvazione del piano, e viene monitorato attraverso l'analisi delle attività conclusesi con successo.


D) se ritenga, nel caso di approvazione del bilancio Insiel, di acconsentire alla richiesta della società di assegnare gli utili 2010 al finanziamento del piano di investimenti proposto dalla società stessa

In merito alla destinazione degli utili dell'esercizio 2010 si evidenzia che in sede di approvazione del bilancio societario il socio unico Regione - nella seduta assembleare del 27 maggio 2011 - ha richiesto e deliberato affinchè la società disponga la liquidazione degli utili di bilancio alla Regione, per l'importo di euro 4.370.228,00 mentre l'importo di euro 230.012,00 è destinato a riserva legale.

lunedì 26 settembre 2011

Trasferimenti personale OSMER.

Oggi ho presentato questa interrogazione avente ad oggetto il trasferimento di parte del personale dell'OSMER.

Premesso che la Giunta regionale, il 5 agosto 2011, con delibera di generalità n. 1559 ha disposto il trasferimento di parte del personale tecnico e amministrativo dell'OSMER presso la Protezione civile regionale,

preso atto che da circo 20 anni l'OSMER svolge con estrema professionalità un servizio che riscuote apprezzamenti pressochè unanimi e che, per tale motivo, viene giustamente considerato un fiore all'occhiello della Regione,

ricordato che già allo stato attuale l'ARPA -OSMER collabora attivamente con la Protezione civile della Regione quale strumento operativo per le previsioni e le valutazioni di tutti gli eventi metereologici,

tenuto conto anche che i centri funzionali di Protezione civile sono stati individuati dalla legge 267/1998 quali responsabili per le valutazioni delle criticità idrogeologiche e idrauliche della Regione e, quindi, dei conseguenti allertamenti,

considerato che con il trasferimento del personale dell'OSMER (che viene in pratica dimezzato) alla nuova struttura si ottiene unicamente il risultato di rendere inefficiente ed inefficace un servizio che funziona bene per crearne un altro che nasce già asfittico

chiedo al Presidente della Regione di motivare una scelta che appare del tutto irrazionale e incomprensibile dal punto di vista economico e funzionale e se tale decisione sia stata supportata da un parere tecnico-scientifico dei vertici dell'ARPA-OSMER.


Di seguito il link alla risposta data dall'Assessore Ciriani, il quale ha dato una risposta di carattere tecnico-legislativo, ma non ha risposto ai due quesiti da me posti e cioè se dopo il trasferimento l'OSMER sarà in grado di fare le stesse cose che faceva prima, agli stessi livelli e se vi sono alternative al trasferimento.