mercoledì 28 settembre 2011
INSIEL S.p.A. - società in House di cui la Regione è socio unico - verserà circa 4 milioni di euro di imposte. Cui prodest?
lunedì 26 settembre 2011
Trasferimenti personale OSMER.
martedì 13 settembre 2011
Difficoltà nella riscossione delle ammende.
tenuto conto che le ammende vanno notificate con lettera raccomandata e questo fa sorgere il problema di dove questa possa essere inoltrata e a chi vada addebitato il mancato pagamento se il cittadino straniero non sia più ad Aviano, causa, ad esempio, il suo trasferimento
ricordati i continui proclami della volontà di sburocratizzare le pratiche che contrastano profondamente con le azioni legislative poste in essere
si chiede
all’Assessore regionale competente quali azioni intenda promuovere presso il Governo nazionale, di cui
lunedì 5 settembre 2011
L'educazione, la scuola.
Con questo governo la scuola pubblica ha subito tagli pesantissimi (8 miliardi di euro) che ne stanno minando non solo la qualità, ma la stessa funzionalità e, in uno Stato laico, è compito degli amministratori tutelare il bene pubblico e non certamente quello privato.
Non credo corretto che le tasse dei tanti cittadini che non si riconoscono nell’operato della Chiesa, concorrano a sostenere una scuola confessionale, perché se questo modo di pensare fosse giusto mi aspetterei che, in modo paritetico, la CEI finanziasse quegli istituti culturali che spingono per una maggiore laicità dello Stato così come auspicato da Cavour (libero Stato in libera Chiesa).
Questo nefasto intreccio tra Stato e Chiesa ha prodotto, a mio avviso, delle aberrazioni come quello dell’ora di religione con insegnati designati dalla curia ma pagati dallo Stato; insegnati, questi, di serie B in quanto non godono nemmeno dei diritti costituzionali riconosciuti agli altri cittadini perché possono perdere il posto di lavoro per il semplice fatto di concepire un figlio al di fuori del matrimonio.
La recente norma che vede il voto di religione concorrere alla m
Proprio per un principio di pariteticità trovo inaccettabile che non solo si tenti di imporre una morale confessionale a tutti i cittadini italiani (v
Per brevità non mi addentro nelle innumerevoli esenzioni e facilitazioni, a partire dall’ICI anche per quegli istituti “religiosi” che hanno attività commerciali, di cui gode la comunità che Lei rappresenta.
Altra, chiamamola “anomalia” anche se il termine corretto sarebbe altro, è che la quota non firmata dell’8 x 1000 delle dichiarazioni IRPEF venga attribuita, in modo proporzionale alla quota firmata, alla Chiesa Cattolica visto che se il contribuente avesse voluto destinarlo alla Chiesa avrebbe firmato nell’apposito spazio.
Questo modo di pensare della politica ha fatto sì che nell’ultima finanziaria della Regione Friuli Venezia Giulia, in un momento di crisi economica generalizzata, con un considerevole aumento dei poveri, con le famiglie che non arrivano a fine mese, venissero riconosciuti corposi e puntuali finanziamenti a parrocchie della Regione per i motivi più vari come la ristrutturazione dell’appartamento del parroco X, per l’esecuzione di mosaici nella chiesa Y ecc, ecc, per un importo di centinaia di migliaia di Euro.
Credo, infine, che tutti i cittadini che desiderino sostenere la Chiesa debbano poterlo fare e che tutti i versamenti fatti debbano poter essere detratti dalle tasse, senza per questo costringere ad un obolo forzoso tutti quelli che non la pensano come la comunità che Lei rappresenta.
Sono certo che, pur nella evidente diversità di vedute, saprà apprezzare la mia chiarezza che vuole semplicemente il rispetto della laicità dello Stato e delle istituzioni a tutela di tutte le religioni e dei sentire non solo di una parte.
giovedì 28 luglio 2011
Oggi, durante la discussione sull’assestamento di bilancio, molti Consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno presentato numerosi emendamenti che mi hanno lasciato a di poco sconcertato. Non possiamo, infatti, pensare di recuperare una cr
In un momento di crisi come quello in cui ci troviamo in questo periodo è INACCETTABILE che più di 1 milione di euro venga usato solo per sollecitare il consenso del proprio territorio.
Sono convito che il compito principale di un organo legislativo come quello regionale sia quello di individuare le strategie e i criteri per favorire lo sviluppo e la crescita dell’intera comunità preferibilmente con un adeguata lungimiranza.
Spetterà poi ai Comuni, tenuto conto dei criteri individuati dalla regione, fare le opportune richieste e porre ristoro alle criticità riscontrate sul proprio territorio.
A titolo esemplificativo trovo giusto fare un breve elenco di alcuni degli emendamenti, presentati ed approvati,di cui sopra:
Baiutti – Moretton:
40.000 euro alla Parrocchia Maria Madre della Chiesa di Ronchi dei Legionari per opere di adeguamento alle norme di sicurezza degli impianti tecnologici e 40.000 euro alla Parrocchia dei Santi Martino e Bartolomeo di Morsano al Tagliamento per ristrutturazione e adeguamento immobili
Cargnelutti – Galasso – Narduzzi – Sasco – Asquini:
40.000 euro alla Parrocchia di S. Maria Maddalena di Trieste per il recupero dell’
110.000 euro alla Parrocchia di S. Lorenzo Martire di Trieste per il recupero
160.000 euro alla Banda Comunale “Filarmonica di Tizzo
30.000 euro alla Parrocchia di San Martino V di Percoto,
93.000 euro alla Parrocchia di San Giorgio di Pordenone per la realizzazione di un mosaico e
150.000 euro alla Parrocchia di San Marco Evangelista presso il Villaggio del Pescatore in comune di Duino Aurisina
Giunta regionale:
30.000 euro al Comune di Udine per la strutturazione e la sperimentazione di un sistema informativo finalizzato alla gestione, all’aggiornamento ed alla elaborazione di dati di tipo geografico – energetici
Che una parrocchia del pordenonense chieda ed ottenga 93.000 per fare un mosaico in una chiesa invece che privilegiare azioni a sostengo dei più bisognosi spiega, a mio avviso, il perché le chiese siano sempre più vuote anche se abbellite da una splendido mosaico.
mercoledì 20 luglio 2011
Proposta di MISSIONE VALUTATIVA sulla GESTIONE DELLA RESPONSABILITA' CIVILE DEL SSR DEL FVG.
Fino al 31.12.2005 ogni Azienda Sanitaria gestiva il rischio di responsabilità civile (delle aziende e dei suoi dipendenti) per danni provocati a terzi (pazienti, visitatori e dipendenti) derivanti dalle attività svolte dalle aziende sanitarie, in modo "tradizionale" ovvero stipulando singolarmente una polizza RCT con compagnie, costi, franchigia e condizioni contrattuali diverse.
Nel 2005 il costo assicurativo della Aziende del Servizio Sanitario Regionale (SSR), con questo modello, ammontava a 16,5 milioni di euro.
Dal 1 gennaio 2006 il SSR ha modificato questo modello di gestione dei rischi di responsabilità civile delle Aziende Sanitarie e dei suoi dipendenti per danni provocati a terzi adottando una forma di auto assicurazione sul modello anglosassone.
Anche alcune regioni Italiane o aree vaste hanno adottato, con alcune varianti, questo modello assicurativo che consiste in :
- Una sola polizza RCT/O cosiddetta di "secondo rischio " stipulata e gestita in modo autonomo dal CSC in seguito DSC qualora la richiesta di risarcimento sia inferiore ai 500.000,00 €
- In caso la richiesta superi il valore di € 500.000,00 il sinistro viene gestito direttamente dalla Compagnia Assicuratrice che ha stipulato l’accordo con la Regione per la gestione dei rischi nel ramo RCT/O.
- la copertura per la " colpa grave " personale viene fornita agli operatori dalla stessa compagnia assicuratrice, come appendice della polizza RCT/O ed è facoltativa. Gran parte degli operatori hanno vi hanno aderito.
Dal 2006 le compagnie assicuratrici per la polizza di 2° rischio, individuate mediante gara, sono state la CARIGE 2006-2007), la HDI Gerling (2008-marzo 2009) , la QBE aprile 2009- 2010)
In linea con quanto avviene nella maggior parte dei paesi europei, anche nella nostra regione il numero dei sinistri denunciati, sia quelli al di sopra che quelli al di sotto della franchigia, è stato in progressivo aumento dagli anni novanta ed ora si è stabilizzato.
Il risparmio ottenuto dall’Amministrazione regionale con questo “riordino“ della gestione assicurativa potrebbe però essere buono nel breve periodo ma pessimo nel medio e lungo termine. Tra pochi anni infatti , quando le sentenze dei contenziosi aperti saranno definitive potrebbe evidenziarsi una vera voragine nei bilanci delle ASS.
Credo utile ricordare che in Italia il problema maggiore per questo tipo di auto-assicurazione consiste nell'impossibilità della Pubblica Amministrazione di operare su base discrezionale avendo libertà di decidere cosa e quanto liquidare a fronte di richieste di risarcimento.
Tale limite è imposto dall'azione della Corte dei Conti presso la quale dovrebbero giungere tutte le proposte di transazione non iscritte a bilancio.
La difficoltà nel ricercare transazioni può comportare l'accumularsi di azioni giudiziarie con conseguenti spese legali ingenti e con risarcimenti che si trasformano in consistenti debiti futuri che maturano al momento delle sentenze.
Dal 2006 al 2009 , i sinistri aperti a carico del DSC sono stati 1368, di questi sono stati chiusi 822 mentre quelli tuttora pendenti (fino al 2009 ) e con sinistri non ancora definiti sono 546 di cui 133 con causa civile in corso.
La Compagnia assicuratrice, per lo stesso periodo di tempo, si è accollata la gestione di 151 sinistri con la possibile spesa a carico della Regione non inferiore a € 500.000,00 x 151 = 75.500.000,00. Va notato che manca ancora il 2010 e metà del 2011 con un incremento delle riserve di almeno il 25%
Dall’analisi dei dati emergono alcune criticità che vado ad elencare :
- alcuni dei contenziosi, catalogati come minori e quindi gestiti direttamente dal DSC, potrebbero alla fine concludersi con indennizzi ben al di sopra di quanto ipotizzato.
- non è detto che la compagnia assicuratrice accetti di farsi carico di questi contenziosi inizialmente assegnati al DSC , perché catalogati come minori, e successivamente risultati oltre il valore della franchigia e passibili di cospicuo risarcimento
- dal marzo 2009 la QBE ha introdotto una clausola che prevede proprio la non copertura assicurativa per i sinistri per i quali vi siano "circostanze sul sinistro note all'azienda", poi corretta e riscritta.
Stante quanto premesso, si propone una missione valutativa per approfondire i vantaggi e gli eventuali svantaggi dell'attuale forma assicurativa scelta dalla Regione considerando :
1. i criteri di determinazione dei valori di riserva , quale la percentuale d'invalidità , di responsabilità, eventuali relazioni parentali ecc..
2. l'evoluzione delle richieste dei sinistri già aperti e non ancora chiusi
3. la consistenza e l'adeguatezza delle poste a riserva: sono sotto o sopra stimate?
4. il costo non evidenziato nella gestione sinistri effettuata in proprio dal DSC , il costo delle spese legali proprie e dei querelanti in caso di soccombenza
5. un certo numero di pratiche con richiesta di risarcimenti importanti, scelte dalla commissione sinistri, fra quelli sopra e sotto soglia;
6. valutazione della solvibilità dell'attuale compagnia assicuratrice della RCT/O e della Fidejussione che garantisce la corretta esecuzione del contratto.
7. copia integrale dei contratti e quant'altro di utile la commissione proporrà considerato che una valutazione dei rischi assicurativi non adeguata potrebbe determinare un corposo debito futuro.
martedì 19 luglio 2011
Sull'introduzione dei ticket.
mercoledì 6 luglio 2011
IRI sull'Hospice di Martignacco
All'assessore regionale della sanità Vladimir Kosic
Considerato che in tal modo si delegittima il ruolo e la funzione del distretto cui giustamente fa riferimento l'Hospice ;
Considerato che con questa decisione l'Unita di Valutazione Distrettuale, che svolge un ruolo insostituibile per la sua composizione multidisciplinare, per il coinvolgimento dei MMG e le strutture territoriali , viene nei fatti esclusa dal potere decisionale che le compete;
Considerato che l'hospice nasce per dare delle risposte peculiari a tutti i malati terminali , di cui gli oncologici sono solo una parte, e che per tali motivi l'accordo fatto per il reparto oncologico andrebbe parimenti esteso a tutte le altre strutture ospedaliere;
quali le motivazioni che hanno portato a queste scelte aziendali che di fatto contrastano con tutte le scelte regionali e nazionali fin qui fatte .
giovedì 30 giugno 2011
Legge su CURE PALLIATIVE.
sabato 25 giugno 2011
Medici di base incontrano Kosic
Tre giorni fa, in III Commissione consiliare, ci sono state le audizioni dei principali sindacati di categoria in merito alla situazione della sanità ospedaliera e territoriale , e, a seguire, quelle delle organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale (MMG ) in relazione agli scioperi programmati per le prossime settimane.
Anche questa volta si è trattato di un incontro del tutto inutile per colpa di un assessore graniticamente convinto di essere l’unico portatore della verità, l'ascolto delle varie istanze è stato inteso, come sempre del resto, come percezione di suoni e non come tentativo di comprensione delle problematiche che il comparto vive sulla propria pelle.
Ai sindacati che parlavano di gravi carenze di organico (meno 800 persone in 2 anni) che compromette l'attività di molti reparti e servizi con carichi di lavoro insostenibili, Kosic rispondeva che i dipendenti erano invece aumentati di una unità.
Ora, io non so chi prepari le note informative all'assessore, ma credo che di fronte a differenze così significative un qualche dubbio avrebbe dovuto farselo venire o molto più semplicemente farsi un giro per gli gli ospedali /il territorio , ovviamente senza telefonate di preavviso , e giudicare da solo .
CGIL , CISL e UIL hanno poi stigmatizzato la situazione delle case di riposo in cui il regolamento, approvato nel 2008, prevedeva corsi di formazione obbligatori e un minimo di competenza per gli operatori; peccato che senza controlli e senza sanzioni si continui ad assumere personale senza nessuna qualifica.
E' del tutto evidente che la più volte promessa "riqualificazione delle case di riposo " è stata accantonata perché determinava la comparsa di una fastidiosa orticaria, prevalentemente localizzata a livello del portafoglio, a più di una persona di questa maggioranza.
I sindacati, poi, accusano Kosic di voler demolire la sanità pubblica in quanto si continua ad aprire ai privati esternalizzando parte della sanità e che, se si vogliono mantenere gli stessi servizi, non si può si bloccare il ricambio del personale.
Con i medici di medicina generale le cose non sono andate meglio perché, a fronte di un ragionamento del mutato scenario epidemiologico cui dovevano far fronte i MMG, per il crescente numero di anziani, delle malattie cronico degenerative, delle dimissioni ospedaliere precoci, ecc. ecc. , il nostro assessore non ha trovato di meglio che attaccare i MMG sugli errori formali fatti nell'indire lo sciopero.
Tra l'altro i MMG hanno ribadito che non volevano degli aumenti, ma semplicemente l'assunzione da parte della Regione dei collaboratori necessari a svolgere le sempre più numerose mansioni burocratiche .
Concludendo sono sempre più convinto che Kosic sia solo uno strumento inconsapevole di un'operazione la cui finalità è solo la riduzione della sanità pubblica e che una volta portata a termine la missione, anche la sua presenza sarà inutile .

