mercoledì 26 ottobre 2011

Sulla Terza Corsia.

E’ molto difficile che le posizioni prese e la politica espressa dalla Lega Nord coincidano con la visone della società che ha la parte politica che rappresento, però quando questo accade, credo sia politicamente corretto affermarlo pubblicamente.

Ritengo, quindi, giuste, le affermazioni dell’assessore Violino che si è espresso contro l’ipotesi che la Regione si faccia carico, da sola, degli ingentissimi oneri per la costruzione della terza corsia della A4, tenuto conto che la realizzazione dell’opera risponde solo in modo limitato agli interessi regionali e in modo molto maggiore agli interessi nazionali o sovranazionali.

Purtroppo anche in questa vicenda emerge quello che ho chiamato il “vuoto decisionismo” del presidente Tondo, che troppo spesso prende delle decisioni mediaticamente efficaci, ma irrazionali, precipitose e spesso senza avere una visione chiara di che cosa vuole ottenere.

Ecco che dal successo di essere stato nominato commissario straordinario per la terza corsia vanifica il tutto perché il “fasin di bessoi ” è mediaticamente troppo allettante.

E’ così che in modo irrazionale e superficiale non esige dallo Stato la giusta compartecipazione al finanziamento dell’opera e parte con le gare di appalto senza una copertura economica certa.

Questo modo di agire è una costante di Tondo e lo abbiamo potuto osservare fin dall’inizio della legislatura quando, in modo altrettanto precipitoso, il Presidente ha abrogato molte leggi licenziate dal precedente esecutivo senza però avere contezza di come sostituirle.

Il piano urbanistico regionale, redatto dall’allora assessore Sonego, è stato cancellato senza che, a tuttora, questa maggioranza sia stata in grado di proporre una sua versione/visione strategica dell’urbanistica regionale.

E’ di questi giorni la discussione di una legge sul riordino delle comunità montane, incautamente commissariate da quasi tre anni; legge tanto confusa e contraddittoria da vedere la ferma contrarietà dell’ ANCI, dell’UNCEM e di 27 sindaci e che non prevede nemmeno il superamento della figura del commissario che viene riproposto tale e quale solo con altro nome.

Potrei citare ancora molti esempi, tutti negativi, ma mi fermo all’ultimo spot (pre elettorale ?) di Tondo in cui si ipotizza la creazione dell’azienda sanitaria unica regionale quale panacea dei mali della sanità.

Difficile entrare nel merito della proposta perché nella stessa maggioranza le versioni annunciate sono almeno quattro, ma se guardiamo ai precedenti e all’azione fin qui svolta da questo esecutivo c’è da essere molto preoccupati perché è inverosimile che un assessore alla sanità che non è riuscito a risolvere il problema del direttore del centro trapianti, vacante da un anno, riesca a risolvere una partita che ridisegna la governace dell’intera sanità regionale.

giovedì 13 ottobre 2011

In materia di WELFARE regionale.

Martedì la IV Commissione consiliare è stata chiamata a dare il parere, per le parti di competenza, sul DDL 164 e sulla PDL 148 in materia di accesso alle prestazioni sociali.

Il tema, dunque, è quello dei requisiti necessari per l’accesso al welfare regionale stante che le modifiche all’art 4 della legge 6/2006, a suo tempo volute dalla Lega Nord e votate da questa sgangherata maggioranza, sono state giudicate incostituzionali dalla Corte Costituzionale, ancorché impugnate dall’Europa che per tale motivo ha aperto una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia .

Parliamo cioè per quanti anni un cittadino, anche italiano, deve essere residente in regione e in Italia per poter accedere ai vari benefici del welfare.

Nel sottolineare le motivazioni per cui simili norme non possono trovare spazio nella legislazione regionale (e nazionale) e per tacitare il capogruppo della maggioranza che lamentava la parzialità/faziosità delle mie affermazioni, ho ritenuto opportuno leggere per intero le motivazioni con cui la Corte Costituzionale, con sentenza n 40 /2011, cassava la legge regionale in questione perché intere categorie di persone “rimarrebbero di fatto ingiustificatamente escluse dall’accesso all’intero complesso di interventi e di servizi facente parte del sistema integrato regionale …“.

Le modifiche che questo esecutivo vorrebbe apportare alla legge per sanare questa situazione sono state bocciate dal Consiglio delle Autonomie Locali (5 voti a favore su 17) e giudicate come verosimilmente incostituzionali dal segretario generale della Giunta dott. Bertuzzi perché cambiare di pochi mesi l’obbligo di residenza non modifica la sostanza della questione.

Nonostante ciò, la Giunta, all’unanimità ha deciso di proseguire perché anche qualora il testo venisse nuovamente impugnato da Roma o dall’Europa passerebbero almeno due anni, ma nel frattempo, la Lega potrà brandire la nuova legge come un scalpo da esibire alla sua gente. La serietà e la credibilità delle istituzioni e della politica in genere, ancora una volta, sono l’ultimo dei problemi di questa maggioranza.

mercoledì 5 ottobre 2011

Il finto decisionismo di Tondo.

Una settimana fa Tondo, spiazzando anche la sua maggioranza, elencava una serie di provvedimenti a suo modo necessari a far fronte alla crisi economica e a ridare un po’ di credibilità alle forze politiche.

Purtroppo sono convinto sia l’ennesimo bluff fatto con l’unico scopo di conquistare le prime pagine dei giornali e che nel breve termine non farà che aumentare la sfiducia dei cittadini nei confronti dei politici e della politica più in generale.

Molti dei problemi elencati da Tondo erano già evidenti all’inizio del suo mandato, ma questa maggioranza fino ad ora non ha fatto nulla. Anche se questa accelerazione fosse dovuta al malessere crescente dei nostri concittadini, la pretesa di risolvere d’imperio problemi complessi in genere non porta nulla di buono.

Tondo ha utilizzato questo metodo molte volte, sempre con risultati pessimi.

L’esempio delle Comunità montane è significativo: si è pensato di risolvere le evidenti criticità che le ingessavano commissariandole (provvedimento che doveva durare solo pochi mesi ), ma senza avere nessuna idea di cosa fare dopo.

Adesso che sono trascorsi due anni, che molti finanziamenti europei e regionali sono stati persi, la soluzione proposta non solo è confusa e contraddittoria, ma riesce a scontentare tantissimi sindaci, la sua stessa maggioranza e non supera nemmeno il problema del commissario che resta tale anche se il nome viene cambiato.

La proposta di riforma della sanità segue lo stesso binario del “vuoto decisionismo” di cui sopra, solo che la posta in gioco è molto più alta.

Una volta cancellata l’Agenzia Regionale della Sanità, che fungeva da “filtro” tra l’assessore e i Direttori Generali, e concentrato tutto il potere decisionale nella Direzione Centrale, spetta a questa e, quindi, all’assessore dare le linee di indirizzo della sanità regionale.

In poche parole l’azienda unica c’è già, ma è inverosimile che Kosic riesca a dare delle linee guida ai vari Direttori Generali, posto che non riesce a risolvere il problema del centro trapianti di Udine ormai senza responsabile da oltre un anno.

L’azienda unica, così come concepita dal Presidente della Regione, serve solo a costruire un bunker impermeabile alle istanze del territorio, ove insediare dei finti esperti il cui unico compito è quello di ridurre la spesa e, quindi, ridurre anche l’offerta di salute ai nostri concittadini, senza che i politici debbano pagare pegno alle successive elezioni.

Tondo, con le dichiarazioni del 27 settembre, ha tentato di nascondere la sua ormai palese incapacità di governare la Regione con un gigantesco spot elettorale, il cui unico scopo era quello di cavalcare il malessere sociale montante. Purtroppo, a breve il risveglio sarà brusco e amaro per tutti perché, come spesso accade, le promesse in periodo elettorale restano tali anche dopo.

mercoledì 28 settembre 2011

INSIEL S.p.A. - società in House di cui la Regione è socio unico - verserà circa 4 milioni di euro di imposte. Cui prodest?

Riporto l'interrogazione del mese di maggio firmata da Colussi, Corazza, Kocijancic, Moretton e da me a cui è stata data risposta oggi. In corsivo è indicata la risposta data.


Premesso che alla fine del corrente mese (maggio) verrà sottoposta all'Assemblea di Insiel S.p.A. l'approvazione del bilancio 2010,

considerato che la società è al 100% regionale e che il CdA della stessa ha approvato il Bilancio 2010 evidenziando un risultato positivo ante imposte di 8.5 milioni,

visti i toni trionfalistici con cui il Presidente e l'Amministratore delegato della Società rappresentano tali risultati attraverso gli organi di stampa,

ritenuto all'opposto che tali risultati, senz'altro positivi in regime di mercato, rappresentino oggi, dopo la vendita di Insiel Mercato, l'ennesima riprova che i costi del servizio prestato da Insiel a favore del socio "Regione FVG" sono da considerarsi onerosi rispetto ai valori di produzione e di mercato dei servizi stessi e atteso che l'obiettivo tendenziale di una società in house ben gestita dovrebbe essere quello del pareggio di bilancio e non di produzione di utili che, nel caso di specie, comporteranno il pagamento di circa 4 milioni di euro di imposte (pur considerando che su tale importo la Regione si vedrà riconosciute le quote di pertinenza sulle imposte versate),

considerato che non si riesce a comprendere le ragioni economico-aziendali che inducono alla produzione di tali "onerosi" utili per la collettività,

atteso che la Società non ha ricevuto nel corso del 2010 nuovi affidamenti dalla Regione e dagli enti del Servizio sanitario regionale e che non è noto se tale assenza di nuovi ed ulteriori affidamenti rispetto ai servizi previsti in convenzione sia da attribuirsi ad assenza di esigenze o a diverse valutazioni del socio Regione,

interpellano la Giunta regionale per sapere:

A) se non si ritenga la produzione di utili da parte di Insiel e il conseguente pagamento delle imposte un grave danno indiretto al bilancio regionale

In merito alla produzione degli utili da parte di Insiel S.p.A., è evidente che sugli stessi andranno versate le imposte previste dalla normativa vigente, sulle quali matura il diritto della Regione - ai sensi dell'art. 49 dello Statuto - di compartecipare al gettito delle stesse. In ogni caso si ritiene che un danno indiretto al bilancio regionale sia da considerarsi l'eventuale chiusura di un esercizio societario in perdita e non certamente il caso di una società che raggiunge il pareggio economico-finanziario e produce utili. Corre obbligo aggiungere che nel panorama italiano sussistono numerosi esempi di società pubbliche del settore dell'informatica che hanno prodotto utili di importo anche maggiore di quelli di Insiel (vedi SOGEI, Informatica trentina, Informatica Alto Adige, Sardegna IT, CSI Piemonte).
Si auspica in ogni caso che il prossimo esercizio finanziario riporti risultanze con utili complessivi di importo inferiore, a tal proposito l'Amministrazione ha disposto risorse da destinarsi ad Insiel che garantiscano l'equilibrio economico-finanziario della società. L'equilibrio dovrà essere anche un indirizzo previsto dal Piano industriale 2011-2013 in corso di predisposizione da parte della società.


B) se ritenga, alla luce dell'assenza di nuovi affidamenti nel corso dell'anno 2010, Insiel il soggetto più idoneo per rispondere alle nuove ed ulteriori esigenze di sviluppo dei sistemi informativi della Regione e degli enti del Servizio sanitario regionale

Con la LR9/2011 è stato delineato un quadro generale di intervento e governo pubblico della materia nell'ambito del quale è definito il ruolo di Insiel S.p.A., quale società strumentale della Regione e soggetto attuatore delle politiche regionali nell'ambito dei sistemi informativi integrati regionali ed i sistemi di raccordo della Regione con la società, sotto il profilo della programmazione, degli indirizzi, del controllo analogo e della vigilanza. Pertanto già a livello legislativo Insiel S.p.A. è stata individuata come il soggetto più idoneo a rispondere alle esigenze di sviluppo dei sistemi informativi regionali e degli enti del Servizio sanitario regionale.


C) se e quali premialità connesse al raggiungimento di determinati risultati economici siano previste dai contratti di lavoro dell'Amministratore delegato e dei dirigenti di Insiel

Sulla base delle informazioni pervenute direttamente dalla società si evidenzia quanto segue: i compensi dell'Amministratore delegato prevedono un ammontare fisso senza la presenza di alcuna componente variabile e dipendente dai risultati raggiunti, l'inquadramento del personale dipendente si colloca nell'ambito della contrattualistica privata e precisamente viene disciplinato dal "Contratto collettivo nazionale del Lavoro Metalmeccanici" e del "Contratto collettivo nazionale del Lavoro Dirigenti, Aziende industriali". In ambito aziendale sono stati sottoscritti degli accordi con le maggiori rappresentanze sindacali dei lavoratori per disciplinare aspetti economici e lavorativi volti ad ottenere una adeguata retribuzione per le varie categorie professionali presenti in azienda. Viene altresì previsto un ulteriore livello di contrattazione, fra il singolo dipendente e il datore di lavoro, con il quale si ha modo di poter gestire appropriamente i diversi inquadramenti professionali, ad attrarre e mantenere, nel proprio organico, risorse qualificate che nel settore dell'ICT sono vitali per fornire un servizio sempre al passo con le innovazioni tecnologiche. In tale contesto la società ha istituito un sistema di "Management By Objectives" volto a perseguire l'obiettivo di economicità, efficienza, tempestività che unicamente con lo sforzo coordinato del capitale umano aziendale ci si può attendere di ottenere. Gli obiettivi vengono definiti tenendo in considerazione le richieste che l'apparato regionale fissa con Insiel in ragione d'anno, mediante l'approvazione del piano, e viene monitorato attraverso l'analisi delle attività conclusesi con successo.


D) se ritenga, nel caso di approvazione del bilancio Insiel, di acconsentire alla richiesta della società di assegnare gli utili 2010 al finanziamento del piano di investimenti proposto dalla società stessa

In merito alla destinazione degli utili dell'esercizio 2010 si evidenzia che in sede di approvazione del bilancio societario il socio unico Regione - nella seduta assembleare del 27 maggio 2011 - ha richiesto e deliberato affinchè la società disponga la liquidazione degli utili di bilancio alla Regione, per l'importo di euro 4.370.228,00 mentre l'importo di euro 230.012,00 è destinato a riserva legale.

lunedì 26 settembre 2011

Trasferimenti personale OSMER.

Oggi ho presentato questa interrogazione avente ad oggetto il trasferimento di parte del personale dell'OSMER.

Premesso che la Giunta regionale, il 5 agosto 2011, con delibera di generalità n. 1559 ha disposto il trasferimento di parte del personale tecnico e amministrativo dell'OSMER presso la Protezione civile regionale,

preso atto che da circo 20 anni l'OSMER svolge con estrema professionalità un servizio che riscuote apprezzamenti pressochè unanimi e che, per tale motivo, viene giustamente considerato un fiore all'occhiello della Regione,

ricordato che già allo stato attuale l'ARPA -OSMER collabora attivamente con la Protezione civile della Regione quale strumento operativo per le previsioni e le valutazioni di tutti gli eventi metereologici,

tenuto conto anche che i centri funzionali di Protezione civile sono stati individuati dalla legge 267/1998 quali responsabili per le valutazioni delle criticità idrogeologiche e idrauliche della Regione e, quindi, dei conseguenti allertamenti,

considerato che con il trasferimento del personale dell'OSMER (che viene in pratica dimezzato) alla nuova struttura si ottiene unicamente il risultato di rendere inefficiente ed inefficace un servizio che funziona bene per crearne un altro che nasce già asfittico

chiedo al Presidente della Regione di motivare una scelta che appare del tutto irrazionale e incomprensibile dal punto di vista economico e funzionale e se tale decisione sia stata supportata da un parere tecnico-scientifico dei vertici dell'ARPA-OSMER.


Di seguito il link alla risposta data dall'Assessore Ciriani, il quale ha dato una risposta di carattere tecnico-legislativo, ma non ha risposto ai due quesiti da me posti e cioè se dopo il trasferimento l'OSMER sarà in grado di fare le stesse cose che faceva prima, agli stessi livelli e se vi sono alternative al trasferimento.


martedì 13 settembre 2011

Difficoltà nella riscossione delle ammende.

Oggi ho presentato la seguente interrogazione concernente la difficoltà per le amministrazioni comunali di veder pagate le ammende da parte dei cittadini stranieri.

Premesso che nel Codice della strada è stata inserita una norma secondo la quale a un soggetto straniero che venga multato è fatto divieto di pagare subito l'ammenda,

preso atto che nel Comune di Aviano vi sono molti cittadini americani la cui residenza si trova all'interno della base militare, davanti ai cui cancelli le autorità comunali devono fermarsi,

considerato che il Comune di Aviano non può fare pagare le ammende, come accadeva prima, tramite il Pos di cui si era dotato con il quale le si poteva pagare immediatamente con la carta di credito

tenuto conto che le ammende vanno notificate con lettera raccomandata e questo fa sorgere il problema di dove questa possa essere inoltrata e a chi vada addebitato il mancato pagamento se il cittadino straniero non sia più ad Aviano, causa, ad esempio, il suo trasferimento

ricordati i continui proclami della volontà di sburocratizzare le pratiche che contrastano profondamente con le azioni legislative poste in essere

si chiede

all’Assessore regionale competente quali azioni intenda promuovere presso il Governo nazionale, di cui la Lega Nord fa parte, per dare una soluzione al problema delle riscossioni difficili, in modo da poter incassare le contravvenzioni a carico degli automobilisti stranieri.

lunedì 5 settembre 2011

L'educazione, la scuola.

Al mio rientro dalle ferie, ho trovato una lettera del Presidente della Commissione della Conferenza Episcopale Triveneto per la scuola mons. Adriano Tessarollo Vescovo di Chioggia, in cui si fa un appello per la scuola paritaria che verserebbe in un momento di difficoltà.

Vi allego il testo della lettera:


Ecco la mia risposta:

Preg.mo mons. Tessarollo al mio rientro dalle ferie ho trovato il suo appello per la scuola paritaria che Lei rappresenta e che vivrebbe un momento di particolare difficoltà. Nella convinzione che da troppo tempo la politica, o meglio i politici, pur di mantenere il consenso elettorale diano delle risposte di comodo, cercherò di rispondere al suo appello in modo chiaro e inequivocabile.


Considero ovvio partire dall'art. 33 della nostra Costituzione che, al secondo comma recita testualmente "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato".

La semplice applicazione di una norma costituzionale, tuttora in vigore e non modificata, imporrebbe a chi rappresenta lo Stato, la cancellazione di ogni finanziamento che viene indebitamente dato alle scuole confessionali. Tutti sappiamo che questo non avviene da molto tempo, spesso non tanto per convinzione, quanto per non “irritare ”un potere forte come quello della Chiesa che potrebbe dirottare voti preziosi .

Con questo governo la scuola pubblica ha subito tagli pesantissimi (8 miliardi di euro) che ne stanno minando non solo la qualità, ma la stessa funzionalità e, in uno Stato laico, è compito degli amministratori tutelare il bene pubblico e non certamente quello privato.

Non credo corretto che le tasse dei tanti cittadini che non si riconoscono nell’operato della Chiesa, concorrano a sostenere una scuola confessionale, perché se questo modo di pensare fosse giusto mi aspetterei che, in modo paritetico, la CEI finanziasse quegli istituti culturali che spingono per una maggiore laicità dello Stato così come auspicato da Cavour (libero Stato in libera Chiesa).

Questo nefasto intreccio tra Stato e Chiesa ha prodotto, a mio avviso, delle aberrazioni come quello dell’ora di religione con insegnati designati dalla curia ma pagati dallo Stato; insegnati, questi, di serie B in quanto non godono nemmeno dei diritti costituzionali riconosciuti agli altri cittadini perché possono perdere il posto di lavoro per il semplice fatto di concepire un figlio al di fuori del matrimonio.

La recente norma che vede il voto di religione concorrere alla media scolastica è un’altra discriminazione nei confronti di chi non intende avvalersi di tale insegnamento.

Proprio per un principio di pariteticità trovo inaccettabile che non solo si tenti di imporre una morale confessionale a tutti i cittadini italiani (vedi testamento biologico, DICO, legge 40 sulla procreazione assistita, RU486, ecc. ecc.), ma anche che si continui a pretendere che la Chiesa venga corposamente finanziata anche da chi non si riconosce nel suoi insegnamenti .

Per brevità non mi addentro nelle innumerevoli esenzioni e facilitazioni, a partire dall’ICI anche per quegli istituti “religiosi” che hanno attività commerciali, di cui gode la comunità che Lei rappresenta.

Altra, chiamamola “anomalia” anche se il termine corretto sarebbe altro, è che la quota non firmata dell’8 x 1000 delle dichiarazioni IRPEF venga attribuita, in modo proporzionale alla quota firmata, alla Chiesa Cattolica visto che se il contribuente avesse voluto destinarlo alla Chiesa avrebbe firmato nell’apposito spazio.

Questo modo di pensare della politica ha fatto sì che nell’ultima finanziaria della Regione Friuli Venezia Giulia, in un momento di crisi economica generalizzata, con un considerevole aumento dei poveri, con le famiglie che non arrivano a fine mese, venissero riconosciuti corposi e puntuali finanziamenti a parrocchie della Regione per i motivi più vari come la ristrutturazione dell’appartamento del parroco X, per l’esecuzione di mosaici nella chiesa Y ecc, ecc, per un importo di centinaia di migliaia di Euro.

Credo, infine, che tutti i cittadini che desiderino sostenere la Chiesa debbano poterlo fare e che tutti i versamenti fatti debbano poter essere detratti dalle tasse, senza per questo costringere ad un obolo forzoso tutti quelli che non la pensano come la comunità che Lei rappresenta.

Sono certo che, pur nella evidente diversità di vedute, saprà apprezzare la mia chiarezza che vuole semplicemente il rispetto della laicità dello Stato e delle istituzioni a tutela di tutte le religioni e dei sentire non solo di una parte.

giovedì 28 luglio 2011

Oggi, durante la discussione sull’assestamento di bilancio, molti Consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno presentato numerosi emendamenti che mi hanno lasciato a di poco sconcertato. Non possiamo, infatti, pensare di recuperare una credibilità, incrinata da fatti nazionali noti, nel momento in cui un Consiglio presenta EMENDAMENTI PUNTUALI solo per solleticare la propria base elettorale.


In un momento di crisi come quello in cui ci troviamo in questo periodo è INACCETTABILE che più di 1 milione di euro venga usato solo per sollecitare il consenso del proprio territorio.


Sono convito che il compito principale di un organo legislativo come quello regionale sia quello di individuare le strategie e i criteri per favorire lo sviluppo e la crescita dell’intera comunità preferibilmente con un adeguata lungimiranza.


Spetterà poi ai Comuni, tenuto conto dei criteri individuati dalla regione, fare le opportune richieste e porre ristoro alle criticità riscontrate sul proprio territorio.


A titolo esemplificativo trovo giusto fare un breve elenco di alcuni degli emendamenti, presentati ed approvati,di cui sopra:


Baiutti – Moretton:


40.000 euro alla Parrocchia Maria Madre della Chiesa di Ronchi dei Legionari per opere di adeguamento alle norme di sicurezza degli impianti tecnologici e 40.000 euro alla Parrocchia dei Santi Martino e Bartolomeo di Morsano al Tagliamento per ristrutturazione e adeguamento immobili


Cargnelutti – Galasso – Narduzzi – Sasco – Asquini:


40.000 euro alla Parrocchia di S. Maria Maddalena di Trieste per il recupero dell’edificio adibito ad abitazione del Parroco,


110.000 euro alla Parrocchia di S. Lorenzo Martire di Trieste per il recupero edilizio degli edifici adibiti a culto,


160.000 euro alla Banda Comunale “Filarmonica di Tizzo 1901” di Azzano Decimo,


30.000 euro alla Parrocchia di San Martino V di Percoto,


93.000 euro alla Parrocchia di San Giorgio di Pordenone per la realizzazione di un mosaico e


150.000 euro alla Parrocchia di San Marco Evangelista presso il Villaggio del Pescatore in comune di Duino Aurisina


Giunta regionale:


30.000 euro al Comune di Udine per la strutturazione e la sperimentazione di un sistema informativo finalizzato alla gestione, all’aggiornamento ed alla elaborazione di dati di tipo geografico – energetici


Che una parrocchia del pordenonense chieda ed ottenga 93.000 per fare un mosaico in una chiesa invece che privilegiare azioni a sostengo dei più bisognosi spiega, a mio avviso, il perché le chiese siano sempre più vuote anche se abbellite da una splendido mosaico.

mercoledì 20 luglio 2011

Proposta di MISSIONE VALUTATIVA sulla GESTIONE DELLA RESPONSABILITA' CIVILE DEL SSR DEL FVG.

Fino al 31.12.2005 ogni Azienda Sanitaria gestiva il rischio di responsabilità civile (delle aziende e dei suoi dipendenti) per danni provocati a terzi (pazienti, visitatori e dipendenti) derivanti dalle attività svolte dalle aziende sanitarie, in modo "tradizionale" ovvero stipulando singolarmente una polizza RCT con compagnie, costi, franchigia e condizioni contrattuali diverse.


Nel 2005 il costo assicurativo della Aziende del Servizio Sanitario Regionale (SSR), con questo modello, ammontava a 16,5 milioni di euro.


Dal 1 gennaio 2006 il SSR ha modificato questo modello di gestione dei rischi di responsabilità civile delle Aziende Sanitarie e dei suoi dipendenti per danni provocati a terzi adottando una forma di auto assicurazione sul modello anglosassone.


Anche alcune regioni Italiane o aree vaste hanno adottato, con alcune varianti, questo modello assicurativo che consiste in :


- Una sola polizza RCT/O cosiddetta di "secondo rischio " stipulata e gestita in modo autonomo dal CSC in seguito DSC qualora la richiesta di risarcimento sia inferiore ai 500.000,00 €


- In caso la richiesta superi il valore di € 500.000,00 il sinistro viene gestito direttamente dalla Compagnia Assicuratrice che ha stipulato l’accordo con la Regione per la gestione dei rischi nel ramo RCT/O.


- la copertura per la " colpa grave " personale viene fornita agli operatori dalla stessa compagnia assicuratrice, come appendice della polizza RCT/O ed è facoltativa. Gran parte degli operatori hanno vi hanno aderito.


Dal 2006 le compagnie assicuratrici per la polizza di 2° rischio, individuate mediante gara, sono state la CARIGE 2006-2007), la HDI Gerling (2008-marzo 2009) , la QBE aprile 2009- 2010)


In linea con quanto avviene nella maggior parte dei paesi europei, anche nella nostra regione il numero dei sinistri denunciati, sia quelli al di sopra che quelli al di sotto della franchigia, è stato in progressivo aumento dagli anni novanta ed ora si è stabilizzato.


Il risparmio ottenuto dall’Amministrazione regionale con questo “riordino“ della gestione assicurativa potrebbe però essere buono nel breve periodo ma pessimo nel medio e lungo termine. Tra pochi anni infatti , quando le sentenze dei contenziosi aperti saranno definitive potrebbe evidenziarsi una vera voragine nei bilanci delle ASS.


Credo utile ricordare che in Italia il problema maggiore per questo tipo di auto-assicurazione consiste nell'impossibilità della Pubblica Amministrazione di operare su base discrezionale avendo libertà di decidere cosa e quanto liquidare a fronte di richieste di risarcimento.


Tale limite è imposto dall'azione della Corte dei Conti presso la quale dovrebbero giungere tutte le proposte di transazione non iscritte a bilancio.


La difficoltà nel ricercare transazioni può comportare l'accumularsi di azioni giudiziarie con conseguenti spese legali ingenti e con risarcimenti che si trasformano in consistenti debiti futuri che maturano al momento delle sentenze.


Dal 2006 al 2009 , i sinistri aperti a carico del DSC sono stati 1368, di questi sono stati chiusi 822 mentre quelli tuttora pendenti (fino al 2009 ) e con sinistri non ancora definiti sono 546 di cui 133 con causa civile in corso.


La Compagnia assicuratrice, per lo stesso periodo di tempo, si è accollata la gestione di 151 sinistri con la possibile spesa a carico della Regione non inferiore a € 500.000,00 x 151 = 75.500.000,00. Va notato che manca ancora il 2010 e metà del 2011 con un incremento delle riserve di almeno il 25%


Dall’analisi dei dati emergono alcune criticità che vado ad elencare :


- alcuni dei contenziosi, catalogati come minori e quindi gestiti direttamente dal DSC, potrebbero alla fine concludersi con indennizzi ben al di sopra di quanto ipotizzato.


- non è detto che la compagnia assicuratrice accetti di farsi carico di questi contenziosi inizialmente assegnati al DSC , perché catalogati come minori, e successivamente risultati oltre il valore della franchigia e passibili di cospicuo risarcimento


- dal marzo 2009 la QBE ha introdotto una clausola che prevede proprio la non copertura assicurativa per i sinistri per i quali vi siano "circostanze sul sinistro note all'azienda", poi corretta e riscritta.


Stante quanto premesso, si propone una missione valutativa per approfondire i vantaggi e gli eventuali svantaggi dell'attuale forma assicurativa scelta dalla Regione considerando :


1. i criteri di determinazione dei valori di riserva , quale la percentuale d'invalidità , di responsabilità, eventuali relazioni parentali ecc..


2. l'evoluzione delle richieste dei sinistri già aperti e non ancora chiusi


3. la consistenza e l'adeguatezza delle poste a riserva: sono sotto o sopra stimate?


4. il costo non evidenziato nella gestione sinistri effettuata in proprio dal DSC , il costo delle spese legali proprie e dei querelanti in caso di soccombenza


5. un certo numero di pratiche con richiesta di risarcimenti importanti, scelte dalla commissione sinistri, fra quelli sopra e sotto soglia;


6. valutazione della solvibilità dell'attuale compagnia assicuratrice della RCT/O e della Fidejussione che garantisce la corretta esecuzione del contratto.


7. copia integrale dei contratti e quant'altro di utile la commissione proporrà considerato che una valutazione dei rischi assicurativi non adeguata potrebbe determinare un corposo debito futuro.

martedì 19 luglio 2011

Sull'introduzione dei ticket.

La reintroduzione dei ticket in sanità è l'ennesimo provvedimento vergognoso di questo governo e non è accettabile perché va a colpire i soliti noti.
E' regola elementare che si possono chiedere sacrifici agli altri esclusivamente dopo aver applicato lo stesso rigore, e in modo proporzionale, al proprio portafoglio.

I codici bianchi sono senza dubbio un problema per tutti i pronto soccorso, ma sono anche la prova tangibile di una difficoltà dei cittadini ad avere risposte certe, in breve tempo, alla loro richiesta di aiuto e quindi i ticket non possono essere spacciati nemmeno come una parziale soluzione del problema.

A livello regionale non è stato nemmeno approvato l'assestamento di bilancio che l'Assessore Kosic ha già dato il via libera al nuovo balzello: come sempre siamo stati più realisti del re!

Tutta la sanità è a carico della Regione, abbiamo un discreto avanzo di bilancio, abbiamo buttato dalla finestra milioni di euro in "sicurezza" e in finanziamento alle scuole confessionali solo per compiacere la Lega e i cattolici, non mi si venga a dire che adesso non ci sono i soldi e non possiamo decidere in maniera autonoma su di un tema così delicato!

In un momento di crisi come questo non si possono colpire le classi più deboli, che non sono solo gli anziani e i bambini in parte esenti dal ticket, ma sono le famiglie del ceto medio, quelle numerose, tanto più se non potranno nemmeno contare sulle detrazioni.