martedì 13 settembre 2011

Difficoltà nella riscossione delle ammende.

Oggi ho presentato la seguente interrogazione concernente la difficoltà per le amministrazioni comunali di veder pagate le ammende da parte dei cittadini stranieri.

Premesso che nel Codice della strada è stata inserita una norma secondo la quale a un soggetto straniero che venga multato è fatto divieto di pagare subito l'ammenda,

preso atto che nel Comune di Aviano vi sono molti cittadini americani la cui residenza si trova all'interno della base militare, davanti ai cui cancelli le autorità comunali devono fermarsi,

considerato che il Comune di Aviano non può fare pagare le ammende, come accadeva prima, tramite il Pos di cui si era dotato con il quale le si poteva pagare immediatamente con la carta di credito

tenuto conto che le ammende vanno notificate con lettera raccomandata e questo fa sorgere il problema di dove questa possa essere inoltrata e a chi vada addebitato il mancato pagamento se il cittadino straniero non sia più ad Aviano, causa, ad esempio, il suo trasferimento

ricordati i continui proclami della volontà di sburocratizzare le pratiche che contrastano profondamente con le azioni legislative poste in essere

si chiede

all’Assessore regionale competente quali azioni intenda promuovere presso il Governo nazionale, di cui la Lega Nord fa parte, per dare una soluzione al problema delle riscossioni difficili, in modo da poter incassare le contravvenzioni a carico degli automobilisti stranieri.

lunedì 5 settembre 2011

L'educazione, la scuola.

Al mio rientro dalle ferie, ho trovato una lettera del Presidente della Commissione della Conferenza Episcopale Triveneto per la scuola mons. Adriano Tessarollo Vescovo di Chioggia, in cui si fa un appello per la scuola paritaria che verserebbe in un momento di difficoltà.

Vi allego il testo della lettera:


Ecco la mia risposta:

Preg.mo mons. Tessarollo al mio rientro dalle ferie ho trovato il suo appello per la scuola paritaria che Lei rappresenta e che vivrebbe un momento di particolare difficoltà. Nella convinzione che da troppo tempo la politica, o meglio i politici, pur di mantenere il consenso elettorale diano delle risposte di comodo, cercherò di rispondere al suo appello in modo chiaro e inequivocabile.


Considero ovvio partire dall'art. 33 della nostra Costituzione che, al secondo comma recita testualmente "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato".

La semplice applicazione di una norma costituzionale, tuttora in vigore e non modificata, imporrebbe a chi rappresenta lo Stato, la cancellazione di ogni finanziamento che viene indebitamente dato alle scuole confessionali. Tutti sappiamo che questo non avviene da molto tempo, spesso non tanto per convinzione, quanto per non “irritare ”un potere forte come quello della Chiesa che potrebbe dirottare voti preziosi .

Con questo governo la scuola pubblica ha subito tagli pesantissimi (8 miliardi di euro) che ne stanno minando non solo la qualità, ma la stessa funzionalità e, in uno Stato laico, è compito degli amministratori tutelare il bene pubblico e non certamente quello privato.

Non credo corretto che le tasse dei tanti cittadini che non si riconoscono nell’operato della Chiesa, concorrano a sostenere una scuola confessionale, perché se questo modo di pensare fosse giusto mi aspetterei che, in modo paritetico, la CEI finanziasse quegli istituti culturali che spingono per una maggiore laicità dello Stato così come auspicato da Cavour (libero Stato in libera Chiesa).

Questo nefasto intreccio tra Stato e Chiesa ha prodotto, a mio avviso, delle aberrazioni come quello dell’ora di religione con insegnati designati dalla curia ma pagati dallo Stato; insegnati, questi, di serie B in quanto non godono nemmeno dei diritti costituzionali riconosciuti agli altri cittadini perché possono perdere il posto di lavoro per il semplice fatto di concepire un figlio al di fuori del matrimonio.

La recente norma che vede il voto di religione concorrere alla media scolastica è un’altra discriminazione nei confronti di chi non intende avvalersi di tale insegnamento.

Proprio per un principio di pariteticità trovo inaccettabile che non solo si tenti di imporre una morale confessionale a tutti i cittadini italiani (vedi testamento biologico, DICO, legge 40 sulla procreazione assistita, RU486, ecc. ecc.), ma anche che si continui a pretendere che la Chiesa venga corposamente finanziata anche da chi non si riconosce nel suoi insegnamenti .

Per brevità non mi addentro nelle innumerevoli esenzioni e facilitazioni, a partire dall’ICI anche per quegli istituti “religiosi” che hanno attività commerciali, di cui gode la comunità che Lei rappresenta.

Altra, chiamamola “anomalia” anche se il termine corretto sarebbe altro, è che la quota non firmata dell’8 x 1000 delle dichiarazioni IRPEF venga attribuita, in modo proporzionale alla quota firmata, alla Chiesa Cattolica visto che se il contribuente avesse voluto destinarlo alla Chiesa avrebbe firmato nell’apposito spazio.

Questo modo di pensare della politica ha fatto sì che nell’ultima finanziaria della Regione Friuli Venezia Giulia, in un momento di crisi economica generalizzata, con un considerevole aumento dei poveri, con le famiglie che non arrivano a fine mese, venissero riconosciuti corposi e puntuali finanziamenti a parrocchie della Regione per i motivi più vari come la ristrutturazione dell’appartamento del parroco X, per l’esecuzione di mosaici nella chiesa Y ecc, ecc, per un importo di centinaia di migliaia di Euro.

Credo, infine, che tutti i cittadini che desiderino sostenere la Chiesa debbano poterlo fare e che tutti i versamenti fatti debbano poter essere detratti dalle tasse, senza per questo costringere ad un obolo forzoso tutti quelli che non la pensano come la comunità che Lei rappresenta.

Sono certo che, pur nella evidente diversità di vedute, saprà apprezzare la mia chiarezza che vuole semplicemente il rispetto della laicità dello Stato e delle istituzioni a tutela di tutte le religioni e dei sentire non solo di una parte.

giovedì 28 luglio 2011

Oggi, durante la discussione sull’assestamento di bilancio, molti Consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno presentato numerosi emendamenti che mi hanno lasciato a di poco sconcertato. Non possiamo, infatti, pensare di recuperare una credibilità, incrinata da fatti nazionali noti, nel momento in cui un Consiglio presenta EMENDAMENTI PUNTUALI solo per solleticare la propria base elettorale.


In un momento di crisi come quello in cui ci troviamo in questo periodo è INACCETTABILE che più di 1 milione di euro venga usato solo per sollecitare il consenso del proprio territorio.


Sono convito che il compito principale di un organo legislativo come quello regionale sia quello di individuare le strategie e i criteri per favorire lo sviluppo e la crescita dell’intera comunità preferibilmente con un adeguata lungimiranza.


Spetterà poi ai Comuni, tenuto conto dei criteri individuati dalla regione, fare le opportune richieste e porre ristoro alle criticità riscontrate sul proprio territorio.


A titolo esemplificativo trovo giusto fare un breve elenco di alcuni degli emendamenti, presentati ed approvati,di cui sopra:


Baiutti – Moretton:


40.000 euro alla Parrocchia Maria Madre della Chiesa di Ronchi dei Legionari per opere di adeguamento alle norme di sicurezza degli impianti tecnologici e 40.000 euro alla Parrocchia dei Santi Martino e Bartolomeo di Morsano al Tagliamento per ristrutturazione e adeguamento immobili


Cargnelutti – Galasso – Narduzzi – Sasco – Asquini:


40.000 euro alla Parrocchia di S. Maria Maddalena di Trieste per il recupero dell’edificio adibito ad abitazione del Parroco,


110.000 euro alla Parrocchia di S. Lorenzo Martire di Trieste per il recupero edilizio degli edifici adibiti a culto,


160.000 euro alla Banda Comunale “Filarmonica di Tizzo 1901” di Azzano Decimo,


30.000 euro alla Parrocchia di San Martino V di Percoto,


93.000 euro alla Parrocchia di San Giorgio di Pordenone per la realizzazione di un mosaico e


150.000 euro alla Parrocchia di San Marco Evangelista presso il Villaggio del Pescatore in comune di Duino Aurisina


Giunta regionale:


30.000 euro al Comune di Udine per la strutturazione e la sperimentazione di un sistema informativo finalizzato alla gestione, all’aggiornamento ed alla elaborazione di dati di tipo geografico – energetici


Che una parrocchia del pordenonense chieda ed ottenga 93.000 per fare un mosaico in una chiesa invece che privilegiare azioni a sostengo dei più bisognosi spiega, a mio avviso, il perché le chiese siano sempre più vuote anche se abbellite da una splendido mosaico.

mercoledì 20 luglio 2011

Proposta di MISSIONE VALUTATIVA sulla GESTIONE DELLA RESPONSABILITA' CIVILE DEL SSR DEL FVG.

Fino al 31.12.2005 ogni Azienda Sanitaria gestiva il rischio di responsabilità civile (delle aziende e dei suoi dipendenti) per danni provocati a terzi (pazienti, visitatori e dipendenti) derivanti dalle attività svolte dalle aziende sanitarie, in modo "tradizionale" ovvero stipulando singolarmente una polizza RCT con compagnie, costi, franchigia e condizioni contrattuali diverse.


Nel 2005 il costo assicurativo della Aziende del Servizio Sanitario Regionale (SSR), con questo modello, ammontava a 16,5 milioni di euro.


Dal 1 gennaio 2006 il SSR ha modificato questo modello di gestione dei rischi di responsabilità civile delle Aziende Sanitarie e dei suoi dipendenti per danni provocati a terzi adottando una forma di auto assicurazione sul modello anglosassone.


Anche alcune regioni Italiane o aree vaste hanno adottato, con alcune varianti, questo modello assicurativo che consiste in :


- Una sola polizza RCT/O cosiddetta di "secondo rischio " stipulata e gestita in modo autonomo dal CSC in seguito DSC qualora la richiesta di risarcimento sia inferiore ai 500.000,00 €


- In caso la richiesta superi il valore di € 500.000,00 il sinistro viene gestito direttamente dalla Compagnia Assicuratrice che ha stipulato l’accordo con la Regione per la gestione dei rischi nel ramo RCT/O.


- la copertura per la " colpa grave " personale viene fornita agli operatori dalla stessa compagnia assicuratrice, come appendice della polizza RCT/O ed è facoltativa. Gran parte degli operatori hanno vi hanno aderito.


Dal 2006 le compagnie assicuratrici per la polizza di 2° rischio, individuate mediante gara, sono state la CARIGE 2006-2007), la HDI Gerling (2008-marzo 2009) , la QBE aprile 2009- 2010)


In linea con quanto avviene nella maggior parte dei paesi europei, anche nella nostra regione il numero dei sinistri denunciati, sia quelli al di sopra che quelli al di sotto della franchigia, è stato in progressivo aumento dagli anni novanta ed ora si è stabilizzato.


Il risparmio ottenuto dall’Amministrazione regionale con questo “riordino“ della gestione assicurativa potrebbe però essere buono nel breve periodo ma pessimo nel medio e lungo termine. Tra pochi anni infatti , quando le sentenze dei contenziosi aperti saranno definitive potrebbe evidenziarsi una vera voragine nei bilanci delle ASS.


Credo utile ricordare che in Italia il problema maggiore per questo tipo di auto-assicurazione consiste nell'impossibilità della Pubblica Amministrazione di operare su base discrezionale avendo libertà di decidere cosa e quanto liquidare a fronte di richieste di risarcimento.


Tale limite è imposto dall'azione della Corte dei Conti presso la quale dovrebbero giungere tutte le proposte di transazione non iscritte a bilancio.


La difficoltà nel ricercare transazioni può comportare l'accumularsi di azioni giudiziarie con conseguenti spese legali ingenti e con risarcimenti che si trasformano in consistenti debiti futuri che maturano al momento delle sentenze.


Dal 2006 al 2009 , i sinistri aperti a carico del DSC sono stati 1368, di questi sono stati chiusi 822 mentre quelli tuttora pendenti (fino al 2009 ) e con sinistri non ancora definiti sono 546 di cui 133 con causa civile in corso.


La Compagnia assicuratrice, per lo stesso periodo di tempo, si è accollata la gestione di 151 sinistri con la possibile spesa a carico della Regione non inferiore a € 500.000,00 x 151 = 75.500.000,00. Va notato che manca ancora il 2010 e metà del 2011 con un incremento delle riserve di almeno il 25%


Dall’analisi dei dati emergono alcune criticità che vado ad elencare :


- alcuni dei contenziosi, catalogati come minori e quindi gestiti direttamente dal DSC, potrebbero alla fine concludersi con indennizzi ben al di sopra di quanto ipotizzato.


- non è detto che la compagnia assicuratrice accetti di farsi carico di questi contenziosi inizialmente assegnati al DSC , perché catalogati come minori, e successivamente risultati oltre il valore della franchigia e passibili di cospicuo risarcimento


- dal marzo 2009 la QBE ha introdotto una clausola che prevede proprio la non copertura assicurativa per i sinistri per i quali vi siano "circostanze sul sinistro note all'azienda", poi corretta e riscritta.


Stante quanto premesso, si propone una missione valutativa per approfondire i vantaggi e gli eventuali svantaggi dell'attuale forma assicurativa scelta dalla Regione considerando :


1. i criteri di determinazione dei valori di riserva , quale la percentuale d'invalidità , di responsabilità, eventuali relazioni parentali ecc..


2. l'evoluzione delle richieste dei sinistri già aperti e non ancora chiusi


3. la consistenza e l'adeguatezza delle poste a riserva: sono sotto o sopra stimate?


4. il costo non evidenziato nella gestione sinistri effettuata in proprio dal DSC , il costo delle spese legali proprie e dei querelanti in caso di soccombenza


5. un certo numero di pratiche con richiesta di risarcimenti importanti, scelte dalla commissione sinistri, fra quelli sopra e sotto soglia;


6. valutazione della solvibilità dell'attuale compagnia assicuratrice della RCT/O e della Fidejussione che garantisce la corretta esecuzione del contratto.


7. copia integrale dei contratti e quant'altro di utile la commissione proporrà considerato che una valutazione dei rischi assicurativi non adeguata potrebbe determinare un corposo debito futuro.

martedì 19 luglio 2011

Sull'introduzione dei ticket.

La reintroduzione dei ticket in sanità è l'ennesimo provvedimento vergognoso di questo governo e non è accettabile perché va a colpire i soliti noti.
E' regola elementare che si possono chiedere sacrifici agli altri esclusivamente dopo aver applicato lo stesso rigore, e in modo proporzionale, al proprio portafoglio.

I codici bianchi sono senza dubbio un problema per tutti i pronto soccorso, ma sono anche la prova tangibile di una difficoltà dei cittadini ad avere risposte certe, in breve tempo, alla loro richiesta di aiuto e quindi i ticket non possono essere spacciati nemmeno come una parziale soluzione del problema.

A livello regionale non è stato nemmeno approvato l'assestamento di bilancio che l'Assessore Kosic ha già dato il via libera al nuovo balzello: come sempre siamo stati più realisti del re!

Tutta la sanità è a carico della Regione, abbiamo un discreto avanzo di bilancio, abbiamo buttato dalla finestra milioni di euro in "sicurezza" e in finanziamento alle scuole confessionali solo per compiacere la Lega e i cattolici, non mi si venga a dire che adesso non ci sono i soldi e non possiamo decidere in maniera autonoma su di un tema così delicato!

In un momento di crisi come questo non si possono colpire le classi più deboli, che non sono solo gli anziani e i bambini in parte esenti dal ticket, ma sono le famiglie del ceto medio, quelle numerose, tanto più se non potranno nemmeno contare sulle detrazioni.

mercoledì 6 luglio 2011

IRI sull'Hospice di Martignacco

All'assessore regionale della sanità Vladimir Kosic


Preso atto della recente scelta aziendale di accettare, anche se in via sperimentale, che i ricoveri nell'Hospice di Martignacco vengano fatti direttamente dal Dipartimento di Oncologia di Udine creando nei fatti una impropria dilatazione del reparto stesso;

Considerato che in tal modo si delegittima il ruolo e la funzione del distretto cui giustamente fa riferimento l'Hospice ;

Considerato che con questa decisione l'Unita di Valutazione Distrettuale, che svolge un ruolo insostituibile per la sua composizione multidisciplinare, per il coinvolgimento dei MMG e le strutture territoriali , viene nei fatti esclusa dal potere decisionale che le compete;

Considerato che l'hospice nasce per dare delle risposte peculiari a tutti i malati terminali , di cui gli oncologici sono solo una parte, e che per tali motivi l'accordo fatto per il reparto oncologico andrebbe parimenti esteso a tutte le altre strutture ospedaliere;


Si chiede all'assessore competente


quali le motivazioni che hanno portato a queste scelte aziendali che di fatto contrastano con tutte le scelte regionali e nazionali fin qui fatte .


Clicca qui per vedere la risposta all'IRI

giovedì 30 giugno 2011

Legge su CURE PALLIATIVE.

Martedì il Consiglio regionale della nostra Regione ha approvato il testo unificato sul tema delle cure palliative e la terapia del dolore.
Si tratta di una legge che recepisce e ricalca gli indirizzi della legge nazionale: tutela della dignità e dell’autonomia del malato, tutela e promozione della qualità della vita fino al suo termine, adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale al malato e alla sua famiglia.

Evidente la carenza direttiva dell’assessorato, tanto che Kosic non è praticamente mai intervenuto nel merito, non ha risposto alle esplicite richieste di quantizzare le risorse messe a disposizione della legge e dulcis in fundo se ne è andato prima della conclusione dell’iter legislativo.

Ipocritamente si sono cassati, come inconferenti, due miei emendamenti (vedi sotto) che non facevano altro che ribadire come, nel rispetto della Costituzione e della convenzione di Oviedo, il paziente aveva sempre e comunque la facoltà di rifiutare qualsiasi tipo di terapia propostagli.
Resta il rammarico di dover constatare l’incapacità della classe politica attuale di affrontare in modo laico temi certamente delicati, ma di interesse generale solo perché si rischia di urtare la sensibilità della chiesa e dell’integralismo cattolico in genere.

Non aver sfruttato l’autonomia legislativa per adattare la legge alle peculiarità regionali e senza una definizione certa delle risorse, questo provvedimento rischia di essere l’ennesima scatola vuota.


Ecco il testo degli emendamenti: “Ogni malato, così come ribadito dalla Costituzione e dalla Convenzione di Oviedo, ha sempre e comunque il diritto di rifiutare ogni terapia che gli viene proposta, compresa alimentazione e idratazione. Tutto il personale è tenuto a rispettare le scelte del paziente che, in caso di incoscienza, potranno essere desunte da apposito modulo compilato dal paziente oppure riferite da un tutore legalmente nominato”.

sabato 25 giugno 2011

Medici di base incontrano Kosic

Tre giorni fa, in III Commissione consiliare, ci sono state le audizioni dei principali sindacati di categoria in merito alla situazione della sanità ospedaliera e territoriale , e, a seguire, quelle delle organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale (MMG ) in relazione agli scioperi programmati per le prossime settimane.

Anche questa volta si è trattato di un incontro del tutto inutile per colpa di un assessore graniticamente convinto di essere l’unico portatore della verità, l'ascolto delle varie istanze è stato inteso, come sempre del resto, come percezione di suoni e non come tentativo di comprensione delle problematiche che il comparto vive sulla propria pelle.

Ai sindacati che parlavano di gravi carenze di organico (meno 800 persone in 2 anni) che compromette l'attività di molti reparti e servizi con carichi di lavoro insostenibili, Kosic rispondeva che i dipendenti erano invece aumentati di una unità.

Ora, io non so chi prepari le note informative all'assessore, ma credo che di fronte a differenze così significative un qualche dubbio avrebbe dovuto farselo venire o molto più semplicemente farsi un giro per gli gli ospedali /il territorio , ovviamente senza telefonate di preavviso , e giudicare da solo .

CGIL , CISL e UIL hanno poi stigmatizzato la situazione delle case di riposo in cui il regolamento, approvato nel 2008, prevedeva corsi di formazione obbligatori e un minimo di competenza per gli operatori; peccato che senza controlli e senza sanzioni si continui ad assumere personale senza nessuna qualifica.

E' del tutto evidente che la più volte promessa "riqualificazione delle case di riposo " è stata accantonata perché determinava la comparsa di una fastidiosa orticaria, prevalentemente localizzata a livello del portafoglio, a più di una persona di questa maggioranza.

I sindacati, poi, accusano Kosic di voler demolire la sanità pubblica in quanto si continua ad aprire ai privati esternalizzando parte della sanità e che, se si vogliono mantenere gli stessi servizi, non si può si bloccare il ricambio del personale.

Con i medici di medicina generale le cose non sono andate meglio perché, a fronte di un ragionamento del mutato scenario epidemiologico cui dovevano far fronte i MMG, per il crescente numero di anziani, delle malattie cronico degenerative, delle dimissioni ospedaliere precoci, ecc. ecc. , il nostro assessore non ha trovato di meglio che attaccare i MMG sugli errori formali fatti nell'indire lo sciopero.

Tra l'altro i MMG hanno ribadito che non volevano degli aumenti, ma semplicemente l'assunzione da parte della Regione dei collaboratori necessari a svolgere le sempre più numerose mansioni burocratiche .

Concludendo sono sempre più convinto che Kosic sia solo uno strumento inconsapevole di un'operazione la cui finalità è solo la riduzione della sanità pubblica e che una volta portata a termine la missione, anche la sua presenza sarà inutile .

mercoledì 15 giugno 2011

Commento al risultato dei REFERENDA.

Il grandioso risultato dei referenda segna il risveglio dei cittadini italiani da un pericoloso stato di apatia e rassegnazione.

Con il voto di domenica e lunedì ben 28 milioni di persone, oltre che ad esercitare un diritto costituzionale, si sono riappropriate della potestà decisionale del loro futuro su temi basilari come l’ acqua, il nucleare e il legittimo impedimento.

Noi, anche se ci siamo schierati da subito, non abbiamo la presunzione di mettere il cappello su questo splendido risultato che è dei comitati, delle associazioni e dei semplici cittadini, cioè di tutti quelli che si sono spesi ancor prima della vittoria del “si ” perché il quorum venisse raggiunto.

Gli italiani sanno esattamente chi si è battuto per i referenda chi ha tentato di boicottare in tutti i modi non solo la consultazione, ma perfino una corretta informazione sui quesiti in modo che gli italiani si potessero esprimere con cognizione di causa .

Questo voto obbliga tutti i partiti a rispettare il volere di quel popolo di cui troppo spesso si riempiono vacuamente la bocca.

Nella nostra regione Tondo, nonostante tutto, si continua a proclamare “nuclearista convinto” e questo è un suo diritto, ma trovo fastidioso e incomprensibile il modo in cui si ripropone come interlocutore per il raddoppio di Krsko invece di chiederne, per la sicurezza della Regione, la chiusura

A livello locale credo che vada fatto un ringraziamento a Carniacque la cui azione sul territorio è stato il miglior viatico per un “SI ” che in moltissimi paesi della Carnia ha superato il 50% già nella giornata di domenica.

Sono convinto l’esito del referendum debba far riflettere anche quella parte del Partito Democratico che vedeva, giustamente, i quesiti referendari come una sconfessione dell’opera di liberalizzazioni e privatizzazioni spesso iniziate proprio quando il loro partito era al governo.

Il voto di domenica ci dice anche che le difficoltà di gestione dei beni comuni, siano essi materiali (l’acqua, sanità, welfare) che immateriali (ricerca, scuola, università), non possono trovare una soluzione equa con la loro privatizzazione.

L’euforia del momento però non deve distrarci da un percorso che è appena iniziato e che deve risolvere non tanto il problema “Berlusconi ” quanto quello più insidioso del berlusconismo che, come già detto, in parte ha attecchito anche nelle fila del centrosinistra.

lunedì 6 giugno 2011

In caso di RIFORNIMENTO ERRATO di carburante.

Premesso che la benzina è un prodotto derivato dal petrolio greggio, altamente inquinante, che può contaminare il suolo, le acque o il mare e anche l’aria con i suoi vapori, con grave danno per l’ambiente;

considerato l’impegno dell’Europa per una politica di sviluppo sostenibile attraverso la riconversione a un’economia verde, il riciclo dei rifiuti e lo smaltimento corretto dei diversi materiali secondo il principio della tracciabilità;

preso atto delle normative in materia di tutela dell’ambiente che prevedono il rispetto del territorio in cui viviamo e il dovere di preservarlo, tutelarlo e migliorarlo anche per le future generazioni;

tenuto conto che capita con sempre maggior frequenza l’errato rifornimento del proprio mezzo con benzina al posto del gasolio o viceversa e che l’unico intervento possibile è vuotare completamente il serbatoio di questo mix di carburante;

considerato che le officine non sanno come smaltire questa strana miscela di combustibile e tenuto conto che le ditte deputate al recupero degli oli esausti non si fanno carico raccogliere questo prodotto;

si chiede all’Assessore competente

quali iniziative abbia messo in campo la Regione per recuperare e smaltire nella maniera idonea questa miscela di carburanti prima che i singoli provvedano autonomamente e magari in modo incongruo all’uopo.


Ecco la risposta:

"La tipologia di rifiuto ipotizzato nell'interrogazione in oggetto è un rifiuto speciale pericoloso, identificato nell'Allegato D del D. Lgs. 152/2006, così come modificato dal D. Lgs. 205/2010, con il codice CER 130703* - altri carburanti (comprese le miscele).

Tale codice non rientra nelle categorie dei codici CER conferibili agli impianti di recupero del consorzio olii usati e, pertanto, deve essere gestito come tutti gli altri rifiuti speciali pericolosi.

In merito agli interventi che si intendono attuare per recuperare o smaltire nella maniera idonea questa miscela di carburanti, si ricorda che la Regione Friuli Venezia Giulia, con Decreto del Presidente 20 novembre 2006, n. 0357/Pres, ha approvato il Piano regionale di gestione dei rifiuti - Sezione rifiuti speciali non pericolosi, rifiuti speciali pericolosi, nonchè rifiuti urbani pericolosi.

Nel documento viene evidenziato che, in Regione, i rifiuti appartenenti alla classe 13 sono conferiti integralmente presso impianti autorizzati che effettuano attività di deposito preliminare/messa in riserva, per un successivo invio ad impianti di trattamento finale extra-regionale.

A mero titolo esemplificativo, si riportano i nominativi delle principali aziende che effettuano attività di deposito preliminare: la Geo Nova di San Vito al Tagliamento e la Petrolcarbo.

Sulla base di quanto sopra, evidenziando che le attività di svuotamento dei serbatoi dalla miscela di carburanti devono essere effettuate presso officine specializzate, che le stesse sono le uniche responsabili delle operazioni di gestione e smaltimento dei rifiuti prodotti dalla propria attività e che i quantitativi di rifiuto codice CER 130703* non sono tali da giustificare, sia da un punto di vista tecnico che economico, la realizzazione di ulteriori specifici impianti di trattamento, si ritiene che tale rifiuto possa essere gestito negli impianti attualmente autorizzati in Regione."