giovedì 30 giugno 2011
Legge su CURE PALLIATIVE.
sabato 25 giugno 2011
Medici di base incontrano Kosic
Tre giorni fa, in III Commissione consiliare, ci sono state le audizioni dei principali sindacati di categoria in merito alla situazione della sanità ospedaliera e territoriale , e, a seguire, quelle delle organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale (MMG ) in relazione agli scioperi programmati per le prossime settimane.
Anche questa volta si è trattato di un incontro del tutto inutile per colpa di un assessore graniticamente convinto di essere l’unico portatore della verità, l'ascolto delle varie istanze è stato inteso, come sempre del resto, come percezione di suoni e non come tentativo di comprensione delle problematiche che il comparto vive sulla propria pelle.
Ai sindacati che parlavano di gravi carenze di organico (meno 800 persone in 2 anni) che compromette l'attività di molti reparti e servizi con carichi di lavoro insostenibili, Kosic rispondeva che i dipendenti erano invece aumentati di una unità.
Ora, io non so chi prepari le note informative all'assessore, ma credo che di fronte a differenze così significative un qualche dubbio avrebbe dovuto farselo venire o molto più semplicemente farsi un giro per gli gli ospedali /il territorio , ovviamente senza telefonate di preavviso , e giudicare da solo .
CGIL , CISL e UIL hanno poi stigmatizzato la situazione delle case di riposo in cui il regolamento, approvato nel 2008, prevedeva corsi di formazione obbligatori e un minimo di competenza per gli operatori; peccato che senza controlli e senza sanzioni si continui ad assumere personale senza nessuna qualifica.
E' del tutto evidente che la più volte promessa "riqualificazione delle case di riposo " è stata accantonata perché determinava la comparsa di una fastidiosa orticaria, prevalentemente localizzata a livello del portafoglio, a più di una persona di questa maggioranza.
I sindacati, poi, accusano Kosic di voler demolire la sanità pubblica in quanto si continua ad aprire ai privati esternalizzando parte della sanità e che, se si vogliono mantenere gli stessi servizi, non si può si bloccare il ricambio del personale.
Con i medici di medicina generale le cose non sono andate meglio perché, a fronte di un ragionamento del mutato scenario epidemiologico cui dovevano far fronte i MMG, per il crescente numero di anziani, delle malattie cronico degenerative, delle dimissioni ospedaliere precoci, ecc. ecc. , il nostro assessore non ha trovato di meglio che attaccare i MMG sugli errori formali fatti nell'indire lo sciopero.
Tra l'altro i MMG hanno ribadito che non volevano degli aumenti, ma semplicemente l'assunzione da parte della Regione dei collaboratori necessari a svolgere le sempre più numerose mansioni burocratiche .
Concludendo sono sempre più convinto che Kosic sia solo uno strumento inconsapevole di un'operazione la cui finalità è solo la riduzione della sanità pubblica e che una volta portata a termine la missione, anche la sua presenza sarà inutile .
mercoledì 15 giugno 2011
Commento al risultato dei REFERENDA.
Il grandioso risultato dei referenda segna il risveglio dei cittadini italiani da un pericoloso stato di apatia e rassegnazione.
Con il voto di domenica e lunedì ben 28 milioni di persone, oltre che ad esercitare un diritto costituzionale, si sono riappropriate della potestà decisionale del loro futuro su temi basilari come l’ acqua, il nucleare e il legittimo imp
Noi, anche se ci siamo schierati da subito, non abbiamo la presunzione di mettere il cappello su questo splendido risultato che è dei comitati, delle associazioni e dei semplici cittadini, cioè di tutti quelli che si sono spesi ancor prima della vittoria del “si ” perché il quorum venisse raggiunto.
Gli italiani sanno esattamente chi si è battuto per i referenda chi ha tentato di boicottare in tutti i modi non solo la consultazione, ma perfino una corretta informazione sui quesiti in modo che gli italiani si potessero esprimere con cognizione di causa .
Questo voto obbliga tutti i partiti a rispettare il volere di quel popolo di cui troppo spesso si riempiono vacuamente la bocca.
Nella nostra regione Tondo, nonostante tutto, si continua a proclamare “nuclearista convinto” e questo è un suo diritto, ma trovo fastidioso e incomprensibile il modo in cui si ripropone come interlocutore per il raddoppio di Krsko invece di chiederne, per la sicurezza della Regione, la chiusura
A livello locale credo che vada fatto un ringraziamento a Carniacque la cui azione sul territorio è stato il miglior viatico per un “SI ” che in moltissimi paesi della Carnia ha superato il 50% già nella giornata di domenica.
Sono convinto l’esito del referendum debba far riflettere anche quella parte del Partito Democratico che vedeva, giustamente, i quesiti referendari come una sconfessione dell’opera di liberalizzazioni e privatizzazioni spesso iniziate proprio quando il loro partito era al governo.
Il voto di domenica ci dice anche che le difficoltà di gestione dei beni comuni, siano essi materiali (l’acqua, sanità, welfare) che immateriali (ricerca, scuola, università), non possono trovare una soluzione equa con la loro privatizzazione.
L’euforia del momento però non deve distrarci da un percorso che è appena iniziato e che deve risolvere non tanto il problema “Berlusconi ” quanto quello più insidioso del berlusconismo che, come già detto, in parte ha attecchito anche nelle fila del centrosinistra.
lunedì 6 giugno 2011
In caso di RIFORNIMENTO ERRATO di carburante.
Premesso che la benzina è un prodotto derivato dal petrolio greggio, altamente inquinante, che può contaminare il suolo, le acque o il mare e anche l’aria con i suoi vapori, con grave danno per l’ambiente;
considerato l’impegno dell’Europa per una politica di sviluppo sostenibile attraverso la riconversione a un’economia verde, il riciclo dei rifiuti e lo smaltimento corretto dei diversi materiali secondo il principio della tracciabilità;
preso atto delle normative in materia di tutela dell’ambiente che prevedono il rispetto del territorio in cui viviamo e il dovere di preservarlo, tutelarlo e migliorarlo anche per le future generazioni;
tenuto conto che capita con sempre maggior frequenza l’errato rifornimento del proprio mezzo con benzina al posto del gasolio o viceversa e che l’unico intervento possibile è vuotare completamente il serbatoio di questo mix di carburante;
considerato che le officine non sanno come smaltire questa strana miscela di combustibile e tenuto conto che le ditte deputate al recupero degli oli esausti non si fanno carico raccogliere questo prodotto;
quali iniziative abbia messo in campo la Regione per recuperare e smaltire nella maniera idonea questa miscela di carburanti prima che i singoli provvedano autonomamente e magari in modo incongruo all’uopo.
Ecco la risposta:
"La tipologia di rifiuto ipotizzato nell'interrogazione in oggetto è un rifiuto speciale pericoloso, identificato nell'Allegato D del D. Lgs. 152/2006, così come modificato dal D. Lgs. 205/2010, con il codice CER 130703* - altri carburanti (comprese le miscele).
Tale codice non rientra nelle categorie dei codici CER conferibili agli impianti di recupero del consorzio olii usati e, pertanto, deve essere gestito come tutti gli altri rifiuti speciali pericolosi.
In merito agli interventi che si intendono attuare per recuperare o smaltire nella maniera idonea questa miscela di carburanti, si ricorda che la Regione Friuli Venezia Giulia, con Decreto del Presidente 20 novembre 2006, n. 0357/Pres, ha approvato il Piano regionale di gestione dei rifiuti - Sezione rifiuti speciali non pericolosi, rifiuti speciali pericolosi, nonchè rifiuti urbani pericolosi.
Nel documento viene evidenziato che, in Regione, i rifiuti appartenenti alla classe 13 sono conferiti integralmente presso impianti autorizzati che effettuano attività di deposito preliminare/messa in riserva, per un successivo invio ad impianti di trattamento finale extra-regionale.
A mero titolo esemplificativo, si riportano i nominativi delle principali aziende che effettuano attività di deposito preliminare: la Geo Nova di San Vito al Tagliamento e la Petrolcarbo.
Sulla base di quanto sopra, evidenziando che le attività di svuotamento dei serbatoi dalla miscela di carburanti devono essere effettuate presso officine specializzate, che le stesse sono le uniche responsabili delle operazioni di gestione e smaltimento dei rifiuti prodotti dalla propria attività e che i quantitativi di rifiuto codice CER 130703* non sono tali da giustificare, sia da un punto di vista tecnico che economico, la realizzazione di ulteriori specifici impianti di trattamento, si ritiene che tale rifiuto possa essere gestito negli impianti attualmente autorizzati in Regione."
lunedì 30 maggio 2011
Servizio di Emodinamica.
Quest'oggi ho presentato la seguente Interrogazione in tema di sanità:
Preso atto che nel mese di aprile c.a., durante l'esecuzione di un esame, si è verificato l'ennesimo blocco dell'apparecchiatura radiologica in dotazione presso
considerato che la situazione creatasi è stata tale da consigliare la chiusura della SOS di emodinamica stessa, con il conseguente trasferimento dei pazienti che necessitavano di tale servizio presso l'Ospedale di Pordenone;
tenuto conto che episodi analoghi si sono verificati più e più volte in questi ultimi anni, sia durante l'esecuzione di esami di routine, che durante le emergenze;
considerato che l'apparecchiatura in dotazione presso
tenuto in considerazione che la situazione è nota alla Direzione Generale dal 2006 e che per risolvere tali problemi era stato accantonato già nel 2009 oltre 1 milione di Euro;
si chiede all'assessore Kosic quali azioni intenda intraprendere per garantire che un Ospedale di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione non sia costretto ad operare come un ospedale del terzo mondo.
giovedì 26 maggio 2011
Acciaieria - Fonderia di Cividale del Friuli.
Il 24 mattina in IV Commissione consiliare si sono tenute le audizioni in merito alle scorie presenti all’interno dell’area di pertinenza dell’Acciaieria Fonderia Cividale e alla richiesta di autorizzazione integrata ambientale presentata dalla stessa ditta.
L’attenzione è stata rivolta all’annosa questione dell’inquinamento dell’aria nella zona industriale di Cividale e Moimacco, provocato sia dal mancato smaltimento delle scorie di fusione (enorme e polveroso cumulo a cielo aperto di 72000 tonnellate), sia dalla inadeguatezza dei sistemi di protezione dei laminatoi.
In questo contesto sono stati registrati più di 50 sforamenti delle polveri sottili dei limiti di legge in un anno, unitamente all’effusione di odori nauseabondi che si generano con la fusione del ferro.
Se è vero che l’attuale dirigenza sembra aver imboccato una strada diversa, più rispettosa della legge e dell’ambiente tanto che si è iniziato lo smaltimento delle scorie di fusione, è altrettanto vero che tutti i precedenti crono-programmi sono stati sistematicamente disattesi nonostante le numerosissime proroghe concesse.
Certamente non ha generato fiducia la mancata risposta di accesso agli atti che alcuni cittadini avevano formalizzato all’ARPA per avere informazioni sulla qualità dell’aria che erano costretti respirare nella vicinanza della fonderia.
In questo contesto, la ditta in questione, ha avviato e recentemente ottenuto l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) ben prima ancora di aver risolto il problema della “discarica abusiva”.
Fra l’altro le 7 integrazioni richieste per il completamento della procedura concessoria hanno di fatto imp
Questi ultimi due punti, che potrebbero sembrare delle semplici formalità, a mio avviso evidenziano il diffuso modo di pensare, in auge soprattutto fra i politici, che esistono due pesi e due misure: i più deboli si devono attenere ad ogni regola o cavillo legislativo, mentre per i potenti tutto è più elastico ed interpretabile.
martedì 24 maggio 2011
Rispetto degli standard urbanistici di parcheggio nelle grandi strutture di vendita.
mercoledì 11 maggio 2011
Il problema della sanità coinvolge tutta la Regione
Ieri l’altro, sul Piccolo, ho potuto apprezzare e condividere la gran parte di quanto scritto da Paolo Rumiz sulle condizioni della sanità triestina con qualche piccolo distinguo che cercherò spiegare. Se il problema fosse limitato alla sola area triestina sarebbe cosa grave, ma risolvibile. Il fatto è che non ci troviamo di fronte all’ennesima lotta di campanile che vede contrapposti i triestini ai friulani, non è la visione strabica dell’assessore regionale alla sanità, è un progetto molto più ampio ed articolato che vede messa in discussione tutta la sanità della regione così come la conosciamo.
Nell’area pordenonese si continua a parlare del nuovo ospedale in Comina, ma a tuttora dei 180 milioni di euro non c’è traccia.
Il centro destra ha fortemente voluto il progetto degli “ospedali riuniti”, che sta progressivamente depauperando di m
A San Vito al Tagliamento, ha dovuto prendere atto della criticità del locale ospedale per le pesanti carenze di organico (100 operatori sanitari in meno) e nel programma elettorale prevede la privatizzazione di reparti e servizi qualora la situazione (che la loro politica ha determinato) peggiorasse.
A Maniago chiuderà l’unico reparto di m
Nel Goriziano, con la programmazione di area vasta, si prevede la perdita di molti servizi che verranno centralizzati ed accorpati, tra cui quello psichiatrico, il punto nascita, il centro trasfusionale, i laboratori analisi ecc.
Anche nell’area Udinese, con la riorganizzazione per area vasta, si intravede, perché è meglio non essere troppo espliciti, il corposo ridimensionamento delle strutture periferiche.
A Cividale si inizia con la parziale chiusura del pronto soccorso e si prevede di spostare l’unico reparto di m
Al SMM di Udine, il centro trapianti attende da mesi la nomina del direttore , si ipotizza la chiusura della 2 m
Questo breve escursus, che certamente non è e non vuole essere esaustivo, serve solo a dare una visione d’insieme dello stato confusionale in cui ritrova la sanità regionale.
Tutto questo è funzionale al fatto che il decollo della sanità privata passa per il fallimento di quella pubblica che, quindi, deve essere messa in sempre maggiori difficoltà.
Quando Kosic nega l’acquisto degli apparecchi per le Risonanze magnetiche negli ospedali della Regione, adducendo che ce ne sono gia troppi, non spiega che questi sono prevalentemente allocati nelle strutture private. E non dice nemmeno che poi la Regione è costretta a comperare quelle stesse prestazioni dal privato, cui non vuole fare concorrenza, evitando di comperare gli apparecchi.
L’ultimo distinguo è relativo al fatto che l’opposizione non batta un colpo, non è così anche se dalla lettura dei giornali questo è quello che emerge.
La stampa troppo spesso si limita a titoli ad effetto senza entrare nel merito delle questioni, come quando nella discussione del PSSR, in commissione sanità, invece di riportare le numerosissime domande cui Kosic non ha mai risposto, ha intitolato che Pustetto aveva fatto ostruzionismo parlando per due ore e bevendo due bicchieri di acqua.
Concludendo, la critica maggiore che può essere fatta a Tondo non è tanto che auspichi una sanità centralizzata, basata solo su 3-4 ospedali e che veda nella privatizzazione la via maestra per ridurre i costi, ma che, non avendo il coraggio di dirlo, stia penalizzando operatori e pazienti.
Sono convinto che la strada imboccata sia quella peggiore e che, in modo graduale, ci porterà ad una sanità del tipo americano ove potranno accedere alle cure migliori solo i più abbienti. Speriamo che se ne convincano anche i cittadini della nostra Regione.
lunedì 9 maggio 2011
Quale futuro per l'ospedale di Cividale del Friuli?
Venerdì 6.5.2011 a Cividale del Friuli nella sede comunale, si è svolta una riunione a cui hanno partecipato il Sindaco Balloch, i consiglieri regionali De Mattia, Novelli, Pustetto e il direttore generale dell' Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine Favaretti, accompagnato dai suoi più stretti collaboratori. Il tema, facilmente desumibile dal ruolo dei partecipanti, verteva sul futuro di quello che resta del nosocomio cividalese .
Le preoccupazioni nascono dal fatto che nel Piano Attuativo Ospedaliero (PAO), redatto dal Direttore Generale su indicazioni dell'assessore Kosic, si mette nero su bianco come il reparto di Medicina resterà a Cividale "fino alla completa realizzazione del nuovo ospedale di Udine " e che prossimamente il pronto soccorso chiuderà dalle 20:00 alle 8:00. Ovviamente, per far digerire l'ennesimo depauperamento del nostro territorio, sono stati invocati i temi della sicurezza, delle prestazioni che un pronto soccorso così ridotto non è più in grado di fornire.
E' chiaro che si è arrivati a questo punto non per un evento casuale, ma a forza di sottrarre scientemente di tutto e di più a Cividale, per cui adesso il medico di PS di fronte al minimo dubbio diagnostico non ha nessuno strumento (non può nemmeno eseguire un Rx torace standard) che gli permetta di uscire dall'impasse e, di conseguenza, è costretto a trasferite tutti a Udine.
Sempre per addolcire la pillola e far finta che non tutto sia stato già deciso, si è detto che queste sono delle semplici proposte legate ai problemi tecnici riscontrati e che tutto dipenderà dal nuovo piano dell'emergenza che dovrebbe vedere la luce tra 1-2 mesi. Generosissime, invece, come sempre, le promesse "faremo investimenti e ristrutturazioni per 6 milioni di euro" dimenticando che fino a pochi mesi fa la posta in bilancio era di 10 milioni di euro e che quei 4 milioni persi per strada certificano che il nuovo progetto nasce, di suo, praticamente dimezzato.
I nostri politici hanno imparato che una gru, un cantiere, scaldano gli animi della gente: nessuno, infatti, crede che si possano fare opere edilizie se non vi è un solido progetto per il futuro. Purtroppo a Cividale l'esperienza è altra: ad ogni nuova opera edilizia (le cucine, il gruppo elettrogeno, la lavanderia, le nuove scale di sicurezza ecc) abbiamo perso una funzione ospedaliera. Considerato che si vuole ricostruire gran parte della struttura, facendo le debite proporzioni, questa volta, a lavori finiti, ci verrà a comunicato che i costi di gestione sono insostenibili per il Santa Maria della Misericordia e che la cosa più logica da fare è la sua vendita (leggesi svendita) ad un privato, l'unico in grado di farla funzionare appellandosi ad una sanità di nicchia.
Che queste non siano nostre fantasie lo si evince da quanto sta avvenendo nella provincia di Pordenone, dove il centro destra ha dato l'avvio al progetto degli Ospedali Riuniti che ha già comportato la riduzione di 100 operatori sanitari all'ospedale di S. Vito al Tagliamento. A fronte del possibile collasso di quell'Ospedale la soluzione prospettata, dagli stessi partiti che hanno determinato il tutto, è la privatizzazione di alcuni servizi e reparti e l'impudenza è tale che tutto questo lo scrivono nel loro programma elettorale
Anche volendo uscire dalla valutazione dei soli reparti di degenza e guardare l'asserito "potenziamento " degli ambulatori non si può non rilevare che :
· i cardiologi erano due e facevano anche l'ecocardiografia, ne è restato solo uno, ad orario ridotto che non fa ecocardiografie,
· le sezioni di radiologia erano quattro, ne è restata una sola con un apparecchio rigenerato; il mammografo ha circa 22 anni e non sono più disponibili ricambi sul mercato; l'unico radiologo in servizio spesso il sabato viene spedito a Udine. La TAC, di cui abbiamo solo una promessa che dura da più di 4 anni, con l'organico attuale non potrebbe funzionare.
· nell'ambulatorio ortopedico "per motivi di sicurezza" ovviamente non si trattano nemmeno le fratture più banali quelle per intendersi che necessitano del più semplice degli apparecchi gessati.
· è previsto che il laboratorio diventerà un semplice punto prelievi.
E qui mi fermo per non dover continuare con un elenco che non serve a nessuno e che i cittadini conoscono a menadito. Sono convinto che il problema sanità debba essere affrontato in modo del tutto diverso valutando in primis quelle che sono le esigenze della popolazione che non può essere spogliata di tutti i servizi creando di fatto cittadini di serie A e di serie B in funzione del territorio che abitano. Credo sia venuto il momento di dire basta a questi giochetti.
Tutte le soluzioni possono avere una loro logica, però questa maggioranza e l'assessore nella fattispecie devono fare scelte chiare assumendosene la responsabilità: credo si debba smettere di prendere in giro la popolazione del cividalese, che in tutti questi anni ha potuto toccare con mano che le promesse, anche quelle della precedente amministrazione, sono state una cosa e la realtà è un'altra.
giovedì 28 aprile 2011
Depuratore del Cipaf di Osoppo.
In data odierna ho presentato una interrogazione a risposta imm
Se le accuse formulate dalla Procura verranno provate, credo opportuno che tutti coloro che in modo più o meno inconsapevole hanno omesso ogni controllo o verifica sui progetti e sulla costruzione dei depuratori dovrebbero rispondere in solido dello spreco del danaro pubblico.
Azioni come queste, oltre che a inquinare il territorio, mettere a rischio la salute dei propri concittadini possono comportare la perdita di numerosissimi posti di lavoro cosa imperdonabile soprattutto in momenti di crisi come quelli che stiamo vivendo.
Per questi motivi credo che gli eventuali adeguamenti del depuratore che si renderanno necessari per permettere il dissequestro dell’impianto debbano essere totalmente a carico di coloro i quali hanno, nella migliore delle ipotesi, agito con leggerezza.
Confido anche in una autorevole valutazione degli eventuali responsabilità degli amministratori pubblici da parte della Corte dei Conti.
Testo dell'IRI sul depuratore CIPAF di Osoppo

