giovedì 22 marzo 2012
Disagi ai cittadini per il rilascio di carte d'identità bilingui.
lunedì 5 marzo 2012
Sanità: commento alle affermazioni di Tondo.
All’inizio della legislatura, quale componente della Commissione deputata a verificare se le leggi approvate dal Consiglio regionale avevano raggiunto lo scopo che si prefiggevano, ho proposto una “missione valutativa” sugli effetti della legge regionale 13/95.
Consideravo fondamentale capire se la direzione a suo tempo intrapresa dal Centro Sinistra e dall’Assessore Fasola era quella giusta, stante che molti “boatos” preconizzavano una nuova riforma della sanità regionale questa volta targata Centro Destra.
Ricordo che le principali finalità di quella legge erano la riduzione dell’offerta ospedaliera e il miglioramento dell’efficienza complessiva nell’uso delle risorse ottenibile, con la riduzione della spesa ospedaliera a vantaggio di quella territoriale.
Motivazioni senza dubbio condivisibili, ma tutte da dimostrare.
Da quella ricerca, che non si è mai voluta discutere in Aula consigliare, sono emersi dati interessanti del tipo che spesso il piccolo ospedale funziona meglio del grande, che la riduzione dei posti letto nel pubblico (eccessiva) è stata compensata da un aumento nel privato, che la brevità di una degenza non è sinonimo automatico di buona pratica ecc. ecc.
Ho fatto questa breve premessa perché non c’è giorno in cui Tondo non ribadisca, praticamente con le stesse motivazioni usate allora, la volontà di ridurre ulteriormente il numero degli ospedali e degli eccessivi servizi sanitari dispersi sul territorio”.
Per fare questo urge un riassetto e una regia che uniformino e rendano coerente il sistema, parole non tante criptiche che io traduco in:
> “razionalizzare ” ovvero tagliare i servizi territoriali, serve l’azienda unica
> aver individuato gli ospedali Udine , Trieste ,Pordenone, quali punto di riferimento per le restanti strutture ospedaliere delle rispettive Province, serve uccidere per asfissia gli ospedali periferici .
Il modello è quello degli ospedali riuniti di Pordenone che vede il destino di S Vito al Tagliamento ormai segnato.
Venerdì scorso, nel convegno sulla sostenibilità del sistema sanitario pubblico, il Presidente ha completato il suo disegno affermando che se nel vicino Veneto vi sono delle eccellenze non ci si deve mettere in competizione con quelle, ma sviluppare le nostre e pensare piuttosto ad una collaborazione internazionale che può concretizzarsi nella prospettiva dell’Euroregione.
Senza dubbio l’assetto organizzativo/burocratico è importante, ma le recenti assemblee sindacali hanno evidenziato che i m
Una qualsiasi riforma della sanità è cosa complessa e anche quando fatta bene, ascoltando e coinvolgendo tutti i principali attori, può fallire per mille motivi.
Se poi si sceglie di by-passare a piè pari la commissione competente, che fino ad ora non ha ricevuto nessuna proposta di riforma formale/informale, e non si apre il dibattito con gli stakeholders il fallimento diventa certezza.
Spiace dover ricordare all’Assessore alla Sanità che i nostri errori incidono sempre sulla pelle dei pazienti e che in sanità l’obbiettivo economico deve essere commisurato alla qualità delle prestazioni, alla soddisfazione dei pazienti e non ultimo a quella degli operatori.
giovedì 1 marzo 2012
Seganti su nuova cabinovia di Forni di Sopra.
L’Assessore ha replicato che l’iniziativa è disciplinata da un accordo di programma sottoscritto il 27 luglio del 2011 dal Comune di Forni di Sopra e da Promotur e da un investitore privato, e trova la sua motivazione nell’impegno della parte privata di realizzare 160 posti letto alberghieri, con la ristrutturazione dell’ex colonia Oda, ed altri 40 posti in annessa struttura in Aparthotel; confermando, di fatto, un accordo pubblico-privato con cui il primo finanzia un’iniziativa, quella della cabinovia, che permette al secondo di portare a vanti la sua speculazione.
Per la costruzione della cabinovia la Regione nel 2007 aveva postato 6.5 milioni di euro diventati poi 10.543.500grazie a risorse aggiuntive reperite dall’Assessore.
La costruzione di 48 nuovi alloggi per ulteriori 36.000 mc che vanno ad aggiungersi ai 20.000 già esistenti della ex colona ODA avranno come unico effetto quello di rovinare per sempre l’ambiente, unico vero patrimonio della montagna.
E lo stesso Assessore nella replica ammette candidamente che i motivi dello scempio sono prettamente economici, infatti dice: <<Infine , per quanto riguarda la localizzazione della struttura ricettiva, giova ricordare che l’ex colonia è si defilata rispetto al centro del paese ma è collocata in sito di grande pregio ambientale, di fronte allo scenario delle Dolomiti Friulane, patrimonio dell’Umanità, e ciò rappresenta un valore commerciale unico >>
Spingere per lo sviluppo di una zona defilata rispetto al centro equivale a programmare la morte delle attività produttive/commerciali del centro, soprattutto se si parla di un piccolo paese di montagna come Forni di Sopra.
Se a questo si aggiungono le numerosissime case vuote, le seconde e terze case vendute perlopiù a non residenti, si comprende come la vera operazione di salvataggio della montagna e delle sue popolazioni consista nell’impegnare tutti quei milioni di euro in agevolazioni fiscali per gli artigiani e le imprese ivi insediate, nel mantenere scuole, uffici, poste, presidi sanitari e quant’altro renda meno disagevole la vita in tali zone.
Non è con il turismo concentrato in 30 gg all’anno che un paese può restare vivo, abbiamo l’obbligo di facilitare la vita delle popolazioni della montagna per 365 gg anno sfruttando in modo intelligente le bellezze del luogo e non distruggendole.
martedì 28 febbraio 2012
No di Franz alla commemorazione di Scalfaro.
Come noto a chi segue la politica, in ogni seduta del Consiglio Regionale è prassi consolidata che il Presidente del Consiglio commemori brevemente l’opera o l’azione politica di quei cittadini scomparsi la cui vita è stata spesa nell’interesse della comunità.
Parliamo di persone che hanno militato in tutti i partiti, di artisti, di professionisti, alcuni noti altri molto meno cui la politica riconosce, con un minuto di silenzio, l’impegno profuso per la crescita economica, culturale e democratica del Paese in cui hanno vissuto.
Faccio queste riflessioni perché anche oggi, nonostante una richiesta formale che avevo inviato alla Presidenza ai primi di febbraio (http://pustetto.blogspot.com/2012/02/commemorazione-di-oscar-luigi-scalfaro.html), ci si è rifiutati di ricordare la recente scomparsa di Oscar Luigi Scalfaro che si è sempre battuto con tenacia e coerenza per quella Repubblica Italiana che aveva contribuito a fondare.
Così il Presidente del Consiglio, per evitare che il PdL e la Lega facessero la stessa brutta figura fatta al Senato e in altri Consigli Regionali quando sono usciti dall’Aula, ha scelto la scusa: “il Consiglio non ha mai commemorato la scomparsa di un Presidente della Repubblica” ergo non si può fare nemmeno questa volta. Il che sta a significare che sbagliato una volta non c’è più modo di correggersi.
Anche i sassi sanno che sono state le azioni politiche fatte a suo tempo da Scalfaro, con schiena dritta e consapevolezza, il motivo dell’odio espresso dalla Lega e dal centro destra e concretizzatosi in questo rifiuto.
Confondere il doveroso ricordo di una persona che per tutta la vita ha rappresentato, più che degnamente, le istituzioni con la condivisione delle sue scelte politiche evidenzia la pochezza e la miopia di una classe politica che poi è la stessa che non si spiega il perché il suo operato venga apprezzato da un misero 4-6 % della popolazione che ha governato per anni.
lunedì 27 febbraio 2012
Mancato adeguamento retributivo dell'indennità di esclusività ex art. 12 CCNL 6.5.2010 Dirigenza Medico Veterinaria.
lunedì 13 febbraio 2012
Le intenzioni del Presidente Tondo sulla sanità regionale...
Sabato 11 è stata inaugurata la nuova ala della casa di riposo di Cividale, la cui completa ristrutturazione è da poco terminata.
Fra le varie autorità c'era anche il Presidente della Regione, nonché Assessore della sanità, Renzo Tondo che nel suo discorso ha voluto anche indicare la direzione che intende dare alla politica sanitaria della Regione.
Senza tanti giri di parole ha detto che "la gente deve abituarsi a non avere l'ospedale sotto casa" e questo, detto in una cittadina che da anni vede le proprie strutture sanitarie depauperate, ha un significato ben preciso: ciò che resta dell'ospedale verrà chiuso.
Questo spiega come i 10 milioni di euro, accantonati per la messa in sicurezza dell'ospedale, siano prima diventati sei ed ora anche quei sei sono pronti ad essere scippati, tanto che l'Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine attende, inutilmente, che la Regione si esprima sul progetto di massima presentato da almeno sei mesi.
Purtroppo l'inerzia del Sindaco e della sua maggioranza, peraltro ben rappresentata anche sui banchi del Consiglio Regionale, hanno permesso la prosecuzione del saccheggio dei servizi della nostra comunità.
Questa non volontà/incapacità di difendere la propria gente ha permesso, infatti, che la sede centrale dell'INPS programmasse la chiusura della sede di Cividale, il trasferimento del Giudice di Pace è cosa fatta e la sede del Tribunale di Cividale è sempre più ballerina.
Se poi, analogamente con quanto successo al nostro ospedale, ci si accorge che realtà limitrofe che servono comunità molto più piccole continuano ad esistere grazie alla decisa difesa dei propri amministratori, allora il disagio diventa ancora più grande.
A suo tempo l'ospedale di S. Daniele, di Gemona, di Spilimbergo sono stati salvati dall'azione politica dei rispettivi sindaci o dei rappresentanti regionali, mentre la chiusura del nostro nosocomio è stata facilitata dall'inerzia dell'ex sindaco Pascolini.
La nostra amministrazione, mentre si trastulla con l'ennesimo ponte con annessa speculazione edilizia, non vede o non vuol vedere che la città, perdendo ogni giorno servizi essenziali, si sta trasformando in un dormitorio che costringerà ciascuno di noi ad andare a Udine per un qualsiasi ancorché minimo bisogno.
giovedì 9 febbraio 2012
in materia di Attività estrattive.
Una decina di giorni fa in IV commissione è stato approvato il regolamento concernente le modalità di presentazione delle domande di autorizzazione dell’attività estrattiva.
Se consideriamo che da decenni si attendeva una regolamentazione della materia e che tutto sommato il documento è condivisibile, dall’altra non possiamo esimerci dalle considerazioni politiche che alla fine ci hanno fatto optare per un voto di astensione.
La contrarietà sta nel fatto che tuttora manca il Piano Regionale delle Attività estrattive (PRAE), cioè manca quello che è, o meglio dovrebbe essere, il punto di riferimento essenziale per l’apertura e la coltivazione di nuove cave.
Senza una visione organica del fabbisogno regionale degli inerti e delle rocce, delle s
Considerato che la stesura del PRAE è di ben lontana dalla conclusione e che le grandi opere in cantiere muovono cifre ed appetiti ragguardevoli, credo molto realistico e concreto il rischio che la nostra regione in un prossimo futuro venga saccheggiata e deturpata dai soliti noti.
L’assenza dell’assessore Ciriani, competente per la materia, ha imp
Commemorazione di Oscar Luigi Scalfaro.
Di seguito riporto la richiesta che i Consiglieri Kocijancic, Antonaz ed io abbiamo presentato al presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz.
"Il 30 gennaio 2012 si è spento alla ragguardevole età di 93 anni il Presidente Emerito della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro che in tutta la sua vita si è distinto per l’impegno profuso a difesa della democrazia e della Costituzione che aveva contribuito a scrivere nel lontano 1946.
Eletto ininterrottamente in Parlamento dal
Più volte Ministro in diversi governi, è anche stato Presidente della Camera dei Deputati e del Senato.
La nomina a Presidente della Repubblica lo ha raggiunto in un momento particolarmente critico per la Nazione, in quanto solo pochi giorni prima, a Capaci, c’era stata l’uccisione del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e di tre uomini della scorta.
Nella primavera del 2006, come Presidente del Comitato "Salviamo la Costituzione", è stato uno degli artefici dell’abrogazione per via referendaria delle modifiche costituzionali introdotte dal governo di centrodestra.
Questi brevi accenni solo per rimarcare come tutta l’esistenza del presidente Oscar Luigi Scalfaro sia stata vissuta fino all’ultimo a difesa dei valori democratici in cui credeva.
Considerato che è prassi consolidata che il Presidente del Consiglio Regionale commemori nell’Aula consigliare i concittadini la cui vita è stata spesa nell’interesse e per la crescita democratica della Nazione siamo a chiederLe che nella prossima seduta del Consiglio venga adeguatamente ricordata la figura di Oscar Luigi Scalfaro, Senatore a vita della Repubblica Italiana."
Pastafariani... sequel!
"Preg. mo dott Bertoli
nel rilevare che nella Sua del 23. gennaio non trovo nessuna risposta alla mia richiesta di allegare alle buste paga dei dipendenti dell’Azienda Sanitaria da Lei diretta una lettera il cui contenuto e finalità sono del tutto analoghe a quelle di don Zuttion, non posso esimermi da alcune considerazioni:
- le finalità della Caritas Diocesana sono condivisibili, ma la fattiva collaborazione che l’ASS2 ha accordato all’iniziativa di don Zuttion, espongono l’Azienda al rischio che chicchessia, ancorché animato dagli stessi buoni propositi, sia autorizzato a chiedere la stessa collaborazione della struttura dal Lei diretta;
- la difficoltà di esaudire/respingere la mia richiesta sta tutta nel dover specificare i criteri adottati dall’ASS2 per appoggiare questa o quella istituzione sia essa laica o religiosa;
- nessuno ha mai messo in dubbio che la Caritas aiuti tutti valutando solo lo stato di necessità del soggetto, ma analogamente si comportano altre organizzazioni no profit che, a questo punto, dovrebbero poter contare dello stesso aiuto che l’ASS 2 Isontina ha accordato alla Caritas;
- considerato che la raccolta dei fondi, per quanto a me noto, è stata fatta nella sede di lavoro, l’affermazione che ”questa attività è stata realizzata da dipendenti volontari e al di fuori del debito orario contrattuale“ andrebbe supportata da una delibera (che non ho ricevuto) che autorizzi il personale a trattenersi negli uffici utilizzandone la struttura e le strumentazioni in dotazione;
- in un’ottica di trasparenza sarebbe utile sapere quante altre volte e a supporto di quali associazioni l’Azienda isontina si è prestata ad iniziative analoghe .
Certo di farLe cosa grata non intendo reiterare la mia richiesta confidando che nel prossimo futuro l’Azienda venga utilizzata esclusivamente per i fini istituzionali per cui è sorta e non piegata ad altre, ancorché nobili, istanze."
lunedì 6 febbraio 2012
Incenerimento rifiuti: non tutto il centro sinistra ha votato contro la petizione n. 16.
Quando Moretton afferma che il centro sinistra di Trieste è contrario alla chiusura del Termovalorizzatore di Trieste dice solo una parte della verità.
E’ vero che ha schierato il Partito Democratico contro la petizione che chiedeva un pronunciamento della Regione a favore del riciclo totale e contro la pratica dei termovalorizzatori come soluzione al problema rifiuti, ma Sinistra Ecologia e Libertà assieme ai consiglieri di Rifondazione Comunista, IDV e ai Cittadini-Libertà Civica hanno votato in modo opposto.
Non è nemmeno vero che l’approvazione della mozione avrebbe comportato l’imm
Queste sono tutte ambiguità e resistenze che spiegano come la differenziata a Trieste non riesca a superare un misero 20 % mentre nel resto della Regione si osservano percentuali nettamente migliori e che in alcune cittadine superano anche il 65 %.
Un’ultima considerazione che sembra procedurale ma è sostanziale: come è possibile che un ODG (n°1 firmato Moretton, Galasso , Sasco e Picco) possa essere approvato “in sostituzione” ad una petizione che altri hanno presentato?
La petizione andava approvata o respinta così come presentata dai proponenti e solo dopo, chi lo avesse voluto, poteva presentare un ordine del giorno.
Credo del tutto evidente che proseguendo su questa strada l’obbiettivo l’Europa ci pone, ma che l’Italia ha sottoscritto, (raccolta differenziata con una percentuale non inferiore al 65 % del totale entro il 2012 ) non potrà essere raggiunto e, di conseguenza, oltre tradire l’ambiente e quindi i nostri figli saremo costretti a pagare le penali per non aver rispettato i patti.

