martedì 23 febbraio 2016

Punto nascita Latisana/Palmanova: discrezionalità del DG.

A seguito dell’interrogazione da me fatta in merito ai punti nascita di Latisana e Palmanova, l’assessore Telesca aveva promesso un approfondimento ispettivo che allego in fondo.

La risposta mi ha stupito, quasi fosse la prima volta che osservo la politica torcere la verità ad esigenze altre, e a nulla è servito essere avanti negli anni e fare il consigliere da tempo: ci ricasco sempre!

In aula, a fronte di una risposta deludente /reticente dell’assessore, avevo chiesto se un DG aveva la potestà di omettere parti di una relazione tecnica o se al contrario i consiglieri avevano il diritto di essere adeguatamente informati perché solo avendo presente il quadro generale della situazione le scelte possono dirsi ponderate.

Nella risposta il direttore Generale giustifica le omesse comunicazioni con il fatto che si trattava di “documenti preparatori “, di “procedura non conclusa ed approvata “, della esigenza di uno “Studio di fattibilità complessivo “ecc. ecc.      tutte belle parole che non spostano di un millimetro il cuore del problema  e cioè se il DG può, a suo piacimento, scegliere cosa dire o non dire ai commissari  in un’audizione formalmente convocata.

L'Assessore Telesca non solo sfugge alla mia esplicita richiesta di sfiduciare il DG per i motivi di cui sopra, ma nella nota di accompagnamento alla relazione non vi è nessuna assunzione di responsabilità politica di quanto accaduto: considero infatti fantascientifico che le scelte comunicative, operative e gestionali del DG non siano state preventivamente concordate con i massimi vertici politici della regione.

Venendo poi alla relazione tecnica, una volta di più, si omette di dire che il secondo lotto di lavori da fare a Palmanova (priorità 2) ammontano a 870.000 euro e non sono lavori marginali visto che, fra l’altro, si tratterebbe di sostituire gli impianti di aereazione della ginecologia e della pediatria.

L’unica ammissione, anche se scritta in modo che possano capire solo gli addetti ai lavori, è quella che, per mettere a norma l’impianto che garantisce il ricambio di aria nelle sale operatorie di Palmanova, le stesse andranno chiuse per 30 gg.

Cioè si chiudono le nuovissime (e a norma) sale di Latisana e, in attesa della messa a norma delle sale di Palmanova, verranno utilizzate altre sale operatorie di Ialmicco, non dedicate, peraltro dislocate lontano dal reparto e prive dei bagni per le pazienti.


Concludendo la scelta di chiudere il punto nascita di Latisana a fronte del numero crescente dei nati, dell’improvvisa comparsa di ben 16 pediatri, delle necessità di garantire anche nelle periferie della Regione servizi adeguati e non ultimo dei costi di adeguamento della struttura di Palmanova appare   sempre di più incomprensibile e motivata solo dal tentativo di apporsi l’ennesima, effimera, bandierina.













venerdì 5 febbraio 2016

Disimpegni di milioni di euro.

Nel luglio 2015 ho presentato un’interrogazione in cui si chiedeva:
1. se corrisponde a verità il disimpegno di milioni di euro di risorse del Piano di Azione Coesione (PAC) che la regione ha subito per mancato impegno entro i termini
2. a quanto ammonta ad oggi il taglio di risorse del PAC della regione FVG, che originariamente aveva un valore complessivo di 67.556.807,00
3. se corrisponde a verità il rischio di ulteriori tagli
4. a quanto ammonta oggi la dotazione finanziaria del Programma Operativo Regionale POR FESR 2007-2013, che inizialmente aveva una dotazione complessiva di 303 milioni di euro, cifra che sappiamo essere stata significativamente ridotta a causa dell’incapacità di utilizzo da parte della Regione. Ricordo che quanto approvato dalla Giunta Illy rappresentava il documento di programmazione dei fondi FESR del settennio per lo sviluppo della competitività e dell'occupazione regionale.

Di questi giorni la risposta in cui si nega decisamente quanto affermato al punto uno. Di seguito cercherò di spiegare perché, dal punto di vista strettamente lessicale, la risposta è vera mentre nella sostanza è falsa.

La complessità delle norme europee necessita di una premessa:
I fondi strutturali che l’Europa, in accordo con il CIPE, assegna ad una Nazione/Regione devono essere spesi e rendicontati con scadenze molto precise. La percentuale minima di spesa, anno per anno, è calcolata in rapporto allo stanziamento. Nel caso in cui questo target non venga raggiunto è previsto un disimpegno automatico dei fondi, i soldi cioè vanno restituiti all’UE. Per fare in modo che questo non accadesse e per poter dire che la percentuale minima di spesa è stata raggiunta, la Regione ha chiesto all’Europa di ridurre il tetto massimo del finanziamento. Per tale motivo la dotazione finanziaria iniziale di circa 303 milioni di euro, è stata rideterminata in 233 milioni di euro. Morale:  MENO 70 milioni di euro per il territorio.
- La programmazione va dal 2007 al 2013 e per la rendicontazione c’è tempo fino al 2015 (N+2), termine che peraltro è stato prorogato.
- Nella risposta si conferma che, a causa dei ritardi nell’utilizzo dei fondi messi a disposizione con il POR FESR 2007-2013 vi sono state più riprogrammazioni.

La giunta Tondo, nella DGR 591/2012 ammette di aver avuto difficoltà nel dare attuazione al Programma, tanto da giustificare un ulteriore finanziamento di 1,7 milioni di euro a Ecosfera S.p.A. di Roma per i servizi complementari di assistenza tecnica (portandolo il contratto a oltre 6 milioni di euro - assegnazione fatta con procedura negoziale e senza pubblicazione di bando !!)  

Nella relazione tecnica allegata alla delibera, la Regione attesta che “(…) il perseguimento degli obbiettivi di spesa previsti dal documento 27.2.2012 presentano elevati rischi di realizzazione riassumibili in estrema sintesi nei seguenti fattori”

Nel 2012 il FVG, al fine di evitare la restituzione dei fondi non utilizzati, negozia con il Governo l’adesione al PAC ( DGR 1515/2013) e si modifica così anche il POR FESR 2007-2013. Per quanto riguarda il Piano di Azione Coesione (vedi punto 2), si conferma che il valore del PAC è stato rideterminato a 48.565.856,00 con possibili nuovi tagli per il 2017 e il 2018.

Si giunge così alla DGR 2523/2015 in cui (link allegato 1) la Commissione Europea afferma che l’Italia ha richiesto una revisione del programma operativo e che “la proposta di revisione del programma operativo è giustificata da difficoltà di attuazione”.
Quindi la Giunta ora non può dire semplicemente che la dotazione finanziaria è stata rideterminata in base a due decisioni della Commissione Europea, ma deve spiegare che tale decisione è stata sollecitata dall’Italia stessa!
Trovo paradossale che per motivare la perdita dei fondi si affermi che gli obiettivi che ci si era prefissati non si sarebbero potuti raggiungere entro le tempistiche dettate dalla normativa comunitaria dato che tempistica e norme erano note dall’inizio.
Si sostiene addirittura che si è passati da 303 milioni ai 233 in seguito alla volontà di aderire al PAC….. ma…. sembra il gioco delle tre carte….

A questo punto credo sia doveroso convocare la Commissione consiliare competente per audire i tecnici di Ecosfera S.p.A. di Roma che, insieme ai nostri uffici, hanno gestito i 233 milioni di euro per capire:
quali sono i risultati reali della programmazione 2007-2013
- quali le ricadute per i cittadini?


mercoledì 27 gennaio 2016

Punto nascita Palmanova/Latisana: un COMMENTO.

Ieri mattina, durante la seduta d’Aula, l’Assessore Telesca ha risposto alla mia IRI, la n. 360, concernente il punto nascita di Latisana/Palmanova. 

Telesca risposta IRI 360 Pustetto

L’Assessore ha confermato che i costi stimati per gli arredi del punto nascita di Latisana ammontano a € 300.000 e che la messa a norma del il punto nascita di Palmanova richiede 585.000 €, di cui 250.000 per la sostituzione dell’impianto di aerazione delle sale operatorie. 
Al riguardo non si capisce perché la semplice previsione di spesa di quei 250.000 € determina la sottrazione di questa cifra dal totale dei 585.000 €. Con questa modalità comunicativa, in realtà, si è riusciti a far passare il concetto che la messa a norma del punto nascita di Palmanova costerebbe solo 350.000 €, cifra peraltro riportata da tutti i giornali.

Duole rilevare che nella risposta dell’Assessore non c’è nessuna nota di censura nei confronti del DG Pilati, il cui compito non è quello di decidere quali documenti possono essere consegnati ai Consiglieri e quali no: vi sono leggi e sentenze che si esprimono in maniera chiara in materia di accesso agli atti.
Il solo fatto che il DG Pilati abbia omesso di citare che il secondo lotto di lavori da eseguire a Palmanova ammonta a 870.000 €, di fatto esautora i Consiglieri regionali che, in questo modo, non vengono messi nelle condizioni di valutare in modo completo e obiettivo l’entità degli interventi da fare nella struttura regionale in questione.

Se il Consiglio regionale accettasse questa modalità di comunicazione, sarebbe un fatto gravissimo e solo per questo motivo io credo che l'Assessore dovrebbe togliere la fiducia al Direttore Generale.

In ultimo non viene detto che la spesa di 300.000 € per arredare Latisana è sovrastimata e non tiene conto del fatto che parte degli arredi possono essere recuperati.

Da parte mia sorge il dubbio che le modalità di comunicazione utilizzate, erano finalizzate a facilitare/condizionare la scelta su quale dei due punti nascita chiudere a prescindere dalle valutazioni tecniche.




venerdì 22 gennaio 2016

Punto nascita Palmanova/Latisana.

Oggi ho presentato la seguente interrogazione. 

Il primo dicembre 2015 i componenti della III^ Commissione Consiliare regionale e tutti i Consiglieri eletti nella circoscrizione di Udine sono stati invitati a partecipare ad una visita conoscitiva dei punti nascita degli ospedali di Palmanova e Latisana.

Terminata l'ispezione, considerato che una delle due strutture era chiaramente non a norma mentre all'altra mancavano solo gli arredi, ho chiesto al Direttore Generale Pilati se avesse commissionato al suo ufficio tecnico uno studio per capire quali interventi erano necessari e quali i costi dell'operazione.

Una seconda domanda era finalizzata a capire se tali interventi erano compatibili con la presenza dei pazienti nei reparti e se le sale parto/operatorie andavano chiuse, ancorché temporaneamente, per seguire i lavori.

Il Direttore Generale, in sede di missione ispettiva, confermando la sussistenza di uno studio redatto dai propri uffici tecnici, ha specificato che per arredare il reparto degenze di Latisana erano previsti 300.000 euro e per mettere a norma le sale operatorie e il reparto di Palmanova ci sarebbero voluti 350.000 euro. I lavori, con alcuni accorgimenti, sarebbero stati fatti senza interrompere l'attività delle sale parto e del reparto. 

Considerato che il D.G. Pilati il 17.12.2015 (prot. n. 69520/PDD) mi ha indirizzato una lettera contraddittoria sui costi necessari per rendere operativi i due reparti, chiedo all'Assessore competente quali le opere e quali i costi per mettere a norma il punto nascita delle due strutture in questione e se la messa a norma delle strutture di Palmanova può essere effettuata con le sale operatorie funzionanti.




lunedì 18 gennaio 2016

CASA: missione valutativa

In un contesto di generale riduzione delle risorse, ci si deve chiedere sempre di più come vengono spesi i soldi pubblici e se le leggi promulgate raggiungono l'effetto auspicato, in poche parole se e quanto fatto dalla politica ha contribuito a risolvere, in modo concreto, i problemi della gente.

Negli ultimi anni la crisi economica ha inciso in modo profondo anche sull'accesso alla CASA da parte di ampi strati della popolazione, per questo motivo era necessario e doveroso, prima di intraprendere una riforma delle politiche sulla casa, capire quali gli effetti prodotti dalle precedenti leggi del settore.

Queste le motivazioni per cui, nel febbraio 2015, ho proposto una missione valutativa per analizzare, numeri alla mano, l'entità del sostegno alle locazioni, ma anche per l'edilizia agevolata, convenzionata e sovvenzionata realizzato in regione negli ultimi 10 anni. 

Questa analisi, che è stata affidata all'ASVAPP, è stata approvata all'unanimità da tutte le forze politiche presenti nel Comitato di controllo già a marzo, ma è stata avviata concretamente solo nello scorso settembre.

I limiti delle clausole o missioni valutative sono legati al fatto che analizzano i risultati di una legge a posteriori, quando l'aver evidenziato un qualsiasi problema impone una revisione della legge stessa. In questo caso e per la prima volta, si cercano di comprendere e di analizzare, prima della stesura della legge, le mutate condizioni della società in modo da confezionare un provvedimento quanto più aderente alla realtà sulla quale si vuole intervenire. 

ecco il link alla missione valutativa

e il link alla discussione sul report finale

domenica 17 gennaio 2016

Collegamenti via mare con Slovenia e Croazia

Il 20 novembre scorso ho presentato un'interrogazione all'Assessore Santoro per capire per quale motivo la Regione Friuli Venezia Giulia ha speso una barca di soldi per incentivare gli italiani ad andare in ferie in Croazia e in Slovenia via mare.

Facendo dei semplici calcoli appare evidente che in otto anni abbiamo speso ben 8.252.512,69 euro (otto milioni duecentocinquantaduemila cinquecentododici virgola sessantanove euro) per un totale di 699 giorni lavorativi, per trasportare 65.556 persone in località turistiche di Paesi stranieri, ancorché limitrofi.

In poche parole abbiamo regalato a ciascun passeggero ben 125,88 euro.

Difficile commentare uno sperpero di soldi pubblici, tanto più discutibile in anni di crisi, anche perché pare evidente come non vi sia nessuna intenzione di sospendere tale iniziativa.

Al seguente link potete trovare il testo dell'interrogazione:
Interrogazione a riposta scritta 258

Di seguito il testo della risposta:

Egregio Consigliere Pustetto,
in merito alla Sua interrogazione, Le fornisco i seguenti elementi di risposta.
Il servizio marittimo internazionale di linea tra i porti della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e quelli delle limitrofe Repubbliche di Slovenia e di Croazia viene svolto dal 2007. Si tratta di un servizio che viene a colmare la totale mancanza di offerta di trasporto marittimo nell’area interessata, in quanto il settore economico di riferimento non è remunerativo per le imprese, configurandosi pertanto quale servizio di interesse economico generale.
L’istituzione di una linea di trasporto marittimo non solo non altera gli scambi intracomunitari ma consente:
- Una migliore coesione economica, sociale e territoriale dell’area adriatica sul versante della penisola istriana, mettendo in relazione l’intero territorio
- Di offrire all’utenza un servizio di qualità ad n prezzo accessibile per tutti;
- Rappresenta un’ipotesi di trasferimento intermodale strada-mare decongestionando, in particolare nel periodo estivo, il traffico stradale;
Nel 2011, conclusosi il contratto 20017, la Regione, al fine di continuare ad investire in un servizio di collegamento marittimo internazionale, ha bandito un’altra gara ad evidenza pubblica per l’affidamento dei servizio, mantenendo la possibilità di riaffidare il servizio di trasporto per altri tre anni successivi.

Gara del 2008
Importo compensazione: euro 1.381.800,00
Periodo: 24 aprile – 21 settembre 2008, per complessivi 130 giorni di servizio, per un totale di 24878 miglia e 1304 scali
Imbarchi e sbarchi intera linea marittima: 8543 passeggeri

Gara del 2009
Importo compensazione: euro 1.044.823,83
Periodo: 16 maggio – 27 settembre 2009, per complessivi 108 giorni di servizio, per un totale di 16646 miglia e 840 scali
Imbarchi e sbarchi intera linea marittima: 10915 passeggeri

Gara del 2010
Importo compensazione: euro 957.988,86
Periodo: 01 giugno – 10 ottobre 2010, per complessivi 114 giorni di servizio, per un totale di 14414miglia e 636 scali
Imbarchi e sbarchi intera linea marittima: 7024 passeggeri

Gara del 2011
Importo compensazione: euro 989.900,00
Periodo: 28 giugno – 18 settembre 2011, per complessivi 83 giorni di durata ed effettivi 72 giorni di servizio (giorno di riposo lunedì), per un totale minimo di 12998,4 miglia e 384 scali
Imbarchi e sbarchi intera linea marittima: 3413 passeggeri

Riaffido 2012
Importo compensazione: euro 700.000,00
Periodo di servizio: 30 giugno – 2 settembre 2012, per complessivi 65 giorni di durata e 57 giorni di linea (giorno di riposo mercoledì), per un totale minimo di 6380,8 miglia e 248 scali
Imbarchi e sbarchi intera linea marittima: 6110 passeggeri

Riaffido 2013
Importo compensazione: euro 600.000,00
Periodo di servizio: 29 giugno – 1 settembre 2013, per complessivi 65 giorni di durata e 47 giorni di linea (giorni di riposo lunedì e mercoledì), per un totale di 5070,80 miglia e 196 scali
Imbarchi e sbarchi intera linea marittima: 5937 passeggeri

Riaffido 2014 – cofinanziamento dai fondi europei del progetto EA SEA-WAY
Importo compensazione: euro 800.000,00 di cui euro 690.000,00 fondi europei ed euro 110.000,00 fondi regionali
Periodo di servizio complessivo: 28 giugno – 1 settembre 2014 (di cui 28.6 – 23.8 fondi europei e 24.8 – 1.9 fondi regionali), per complessivi 66 giorni di durata (57 fondi europei e 9 fondi regionali) e 57 giorni di linea (49 fondi europei e 8 fondi regionali) con sosta di riposo il mercoledì, per un totale di 6367,60 miglia (5467 fondi europei e 900,60 fondi regionali) e 212 scali (182 fondi europei e 30 fondi regione).
Imbarchi e sbarchi intera linea marittima: 6910 passeggeri

Gara 2015
Importo compensazione: euro 889.000,00
Periodo di servizio: 26 giugno – 1 settembre 2015, per complessivi 68 giorni di durata e 59 giorni di linea (giorno di riposo il mercoledì), per un totale di 7366 miglia e 296 scali.
Imbarchi e sbarchi intera linea marittima: 8358 passeggeri.

Nell’espletamento della procedura sono rispettate tutte le norme di concorrenza, in quanto la società viene selezionata attraverso una procedura ad evidenza pubblica e con la stessa viene concluso un apposito contratto di servizio, dove sono indicati gli obblighi di servizio imposti.

Inoltre l’importo del vantaggio finanziario, che viene concesso dalla Regione al fine di compensare il costo degli obblighi di servizio pubblico che sono imposti alla società fornitrice del servizio, non eccede quanto necessario per garantire il funzionamento del servizio stesso.

A completamento dell'informazione, preciso che i biglietti hanno un costo che va dai 7,55 euro ai 29,03, più tasse portuali. http://www.triestelines.it/tariffe.php






martedì 15 dicembre 2015

Cannabis ad uso terapeutico.

Oggi ho presentato anche quest'interrogazione

Premesso che nel 2007 l’allora Ministro della Salute Livia Turco, riconoscendo l’efficacia terapeutica del Tetraidrocannabinolo (Thc), principale principio attivo della Cannabis, e di due analoghi prodotti di sintesi ha reso legale la prescrizione di questi farmaci per uso terapeutico;
ricordato che nel 2013 il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha riconosciuto la liceità dell’uso farmacologico dell’intera pianta della cannabis, estendendo quindi l’uso dei derivati sintetici a quelli a base naturale; 
ricordato anche che il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha firmato con il Ministro della Difesa Roberta Pinotti un progetto pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis e questo sia per evitare il ricorso a prodotti non autorizzati, contraffatti o illegali, ma anche per garantire l’accesso a tali terapia a costi contenuti;
considerato che in FVG la legge regionale 7 febbraio 2013, n. 2 stabilisce quali sono le modalità di erogazione dei medicinali e delle preparazioni magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche, ma che tuttora non è stato stilato un regolamento di attuazione;
posto che dal 2014 i medici di famiglia hanno la facoltà di prescrivere cannabinoidi per uso terapeutico;
considerati i costi elevati e la disponibilità non certa del prodotto che, dovendo essere importato dall’estero, deve sottostare a vincoli autorizzativi/burocratici macchinosi;
richiamato l’impegno personale dell’Assessore Telesca a costituire un gruppo di lavoro con medici e associazioni per definire la proposte da fare a Roma per uscire dalla stasi, e l’affermazione per cui "la Regione potrebbe (…)avviare coltivazioni sul territorio" perché in Fvg ci sono imprese pronte ad attivarsi;
ricordato che la Presidente della nostra Regione l’ha definita una "questione di civiltà" e ha affermato che chiederà "a Roma anche l’autorizzazione a coltivarla"
visto che solo un intervento politico può incidere su disponibilità del prodotto, costi e informazione dei medici
considerato altresì quanto contenuto nel cd. “decreto cannabis” del 9 novembre 2015, pubblicato in G.U. il 30 novembre scorso, il quale concede al Ministero della Salute la facoltà di individuare le aree da destinare alla coltivazione di piante di cannabis per la produzione delle relative sostanze e preparazioni di origine vegetale e la superficie dei terreni su cui la coltivazione è consentita

chiede

all’Assessore competente di stabilire una tempistica certa per la stesura di un regolamento di attuazione della L.R. 2/2013


e di sollecitare il Ministro della Salute, visto il fabbisogno, per avere la possibilità di coltivare la cannabis per uso terapeutico in Regione, per non dipendere più dalle importazioni.


La risposta ricevuta è la seguente. Lascio a voi ogni commento, io posso solo dire che a domande precise si risponde molto meno precisamente.






Osservatorio regionale per la formazione medicospecialistica

Di seguito il testo dell'interrogazione che ho presentato. 

Premesso che il D. Lgs. 368/1999 all’articolo 44 prevede l’istituzione dell’Osservatorio regionale per la formazione medicospecialistica il quale definisce la rotazione tra le strutture inserite nella rete formativa per lo svolgimento delle attività e verifica lo standard di attività assistenziali dei medici in formazione specialistica;

visto che il comma 2 di detto articolo reca che "le Regioni provvedono all’istituzione degli osservatori entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto";

ritenuto questo strumento imprescindibile per una corretta organizzazione della formazione degli specializzandi;

considerato, altresì, che già a febbraio 2010 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari ha sollecitato l’attivazione degli Osservatori Regionali di cui trattasi

interroga

l’Assessore competente per conoscere il motivo per cui non è stato ancora attivato detto Osservatorio, la tempistica con cui si intende ottemperare a questo atto dovuto e che si preveda, contestualmente all’attivazione, la verifica periodica del grado di applicazione di protocolli e accordi attuativi regionali in materia di formazione medico-specialistica

Presentata il 15/12/2015

giovedì 10 dicembre 2015

Poste puntuali.

Ogni anno, con l’avvicinarsi della Finanziaria, tutti i Consiglieri regionali riscoprono amici di cui si erano perse tutte le tracce, ricompaiono anche quelli che solo pochi mesi prima in maniera più o meno garbata ti avevano fatto capire che il tuo operato o la tua persona “puzzava”: troppi soldi, troppi privilegi, troppo potere, interessi non chiari. Poi, improvvisamente, questo effluvio che emanavamo non dà più fastidio in quanto il nostro ruolo può risultare utile alla causa e, si sa, che per la causa si può fare tutto e anche perché, come pare abbia detto Vespasiano, “pecunia non olet”.

Il motivo è sempre lo stesso: ottenere un finanziamento dalla Regione per la propria associazione, ente o fondazione il cui operato è a favore della comunità, della cultura, dei bisognosi ecc, ecc … e, quindi, merita di essere sostenuto. Questi soldi pubblici assegnati con nome e cognome in gergo vengono chiamate “poste puntuali“.

Paradossalmente i postulanti, soprattutto se amici, sono gli stessi che hanno criticato con maggior vigore le poste puntuali ..... quando assegnate ad altri

E’ bene chiarire che molte “poste puntuali“ risolvono problemi reali, che non trovano risposte nelle leggi vigenti, ma è altrettanto vero che molto più spesso sono servite ad alcuni Consiglieri per finanziare gli amici o gli amici degli amici in modo da ampliare il proprio bacino elettorale.
Anche prendendo in considerazione solo la prima delle due tipologie di “poste puntuali”, quella per così dire “pulita”, e preso atto dell’impossibilità di finanziarle tutte, bisogna trovare un criterio ragionevole ed omogeneo per stabilire le priorità perché tutti i questuanti, ovviamente, sono convinti che la loro causa è la più urgente, la più necessaria e salvifica per la popolazione.

Questo è il motivo per cui in otto anni del mio mandato, scontentando un po’ tutti, non ho mai presentato un emendamento con una posta puntuale e preferirei che i soldi della comunità venissero assegnati in base ad una graduatoria costruita con un regolamento che assegni ad ogni progetto un punteggio cercando così di premiare i più meritevoli.

Anche questa metodologia di finanziamento delle tante iniziative che nascono sul territorio non è esente da critiche e da errori, ma allo stato attuale, considerata la scarsa fiducia che gran parte dei cittadini ha nei confronti di politici, è la più trasparente e quella che si presta di meno a condizionamenti esterni.

mercoledì 9 dicembre 2015