mercoledì 2 febbraio 2011

Autorizzazione Integrata Ambientale richiesta dall’Acciaieria fonderia Cividale S.p.A. con sede nel Comune di Cividale del Friuli.

Di seguito riporto l’Interrogazione a Risposta Immediata che ho posto nella seduta d’Aula di oggi al Presidente della Regione e all’Assessore regionale all’ambiente, energia e politiche per la montagna.

Premesso che:

- nel 1997 è stata rilevata all’interno dell’area di pertinenza della ditta in oggetto una “discarica abusiva” (ord. n. 152/97 e seguenti)e che il termine ultimo per la rimozione dei rifiuti e il ripristino dei luoghi era fissato al 30.01.2007;

- a tutt’oggi mancano i dati, sia quantitativi che qualitativi, relativi alle componenti suolo, sottosuolo e acque sottostanti il cumulo di scorie stoccate, come da decreto n. 2454/2009;

- la procedura di autorizzazione ha richiesto ben sette integrazioni che di fatto hanno impedito una corretta informazione del pubblico come garantito dall’art. 9 del TU/2006;

- la commissione tecnica “visto che l’AIA sostituisce ogni altra autorizzazione” ha ravvisato “l’opportunità di trattare nella relativa istruttoria anche la gestione dei rifiuti in corso presso l’Azienda”

- i cronoprogrammi presentati dall’Acciaieria per la rimozione dei rifiuti presentano alcune incongruenze registrando, tra l’altro, un aumento della quantità totale di scorie

ritenendo che in alcun modo possa essere autorizzata una “discarica abusiva” e che quindi tale situazione debba rientrare negli obblighi e nelle sanzioni previste dal TU Ambiente

si chiede cosa intendano fare per una soluzione reale e immediata della grave situazione ambientale.

La risposta, molto reticente, è stata la seguente:

In data 31/03/2006 la società Acciaieria Fonderia Cividale S.p.A. ha presentato domanda per l’ottenimento dell’Autorizzazione Integnata Ambientale. L’esame della documentazione presentata e la complessa situazione dell’azienda hanno portato ad una lunga attività istruttoria che si è conclusa con la conferenza di servizi, tenutasi in data 9 novembre 2010. In tale sede i rappresentanti della Regione, del Comune di Cividale del Friuli, del Comune di Moimacco, dell’Acquedotto Poiana S.p.A. e dell’ARPA FVG hanno sottoscritto una relazione istruttoria nella quale si esprime parere favorevole al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale si fissano delle prescrizioni che devono essere rispettate dalla ditta.

Al fine di ottemperare all’ordinanza di revoca condizionata di sequestro preventivo relativa al procedimento n. 10619/96 R.G.G.I.P. e n. 96/009077 R.G. notizie di reato, emessa dalla Procura Circondariale di Udine in data 7 luglio 1997 ed alle Ordinanze sindacali n. 152/1997, n. 19/2004 e n. 48/2004 emesse dal Comune di Cividale del Friuli, nella suddetta relazione istruttoria si prescrive alla Ditta di conferire la “scoria vecchia” ad un soggetto abilitato secondo un cronoprogramma che fissa al dicembre 2012 il termine ultimo per l’eliminazione del cumulo.

Non è stata pertanto rilasciata alcuna autorizzazione.

Un commento a questa vergognosa non riposta credo sia doverosa:

l’assessore dopo aver fatto una sintesi dei fatti e delle procedure, peraltro durate 4 anni, non ci dice che cosa abbia deciso la Regione dal momento che di fronte ad un parere positivo della conferenza dei servizi ci dice solo che “non è stata rilasciata alcuna autorizzazione“ senza specificare se questa è stata solo rinviata o respinta e senza motivare la decisione

  • non dice nulla sulla mancata tutela del diritto dei cittadini a fare delle osservazioni durante il procedimento dell’AIA
  • non si pronuncia su una situazione, già giudicata illegale, che sembra potersi superare con il semplice avvio di una richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale
  • si premia l’Acciaieria fonderia di Cividale con un ulteriore proroga dopo che tale ditta ha disatteso, per l’ennesima volta, l’obbligo dello smaltimento dei rifiuti che si sarebbe dovuto concludere entro il 2007
  • non dice nulla sulle mancate indagini sull’inquinamento del suolo, sottosuolo e falda acquifera che si sarebbero dovute eseguire sotto la massa delle scorie
  • non risponde sul perché i rifiuti siano passati da 60.000 t. a 72.000 t. cosa questa che, se confermata, documenterebbe la persistente cattiva gestione delle scorie
  • si avventura in una definizione di”scoria vecchia” che tanto vecchia non è dato che sarebbe aumenta e anche contraddicendo il decreto VIA del 2009.

Risposte come queste, che non rispondono a nulla, servono solo ai cittadini per valutare la pochezza di questo esecutivo.

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