martedì 28 febbraio 2012

No di Franz alla commemorazione di Scalfaro.

Come noto a chi segue la politica, in ogni seduta del Consiglio Regionale è prassi consolidata che il Presidente del Consiglio commemori brevemente l’opera o l’azione politica di quei cittadini scomparsi la cui vita è stata spesa nell’interesse della comunità.

Parliamo di persone che hanno militato in tutti i partiti, di artisti, di professionisti, alcuni noti altri molto meno cui la politica riconosce, con un minuto di silenzio, l’impegno profuso per la crescita economica, culturale e democratica del Paese in cui hanno vissuto.

Faccio queste riflessioni perché anche oggi, nonostante una richiesta formale che avevo inviato alla Presidenza ai primi di febbraio (http://pustetto.blogspot.com/2012/02/commemorazione-di-oscar-luigi-scalfaro.html), ci si è rifiutati di ricordare la recente scomparsa di Oscar Luigi Scalfaro che si è sempre battuto con tenacia e coerenza per quella Repubblica Italiana che aveva contribuito a fondare.

Così il Presidente del Consiglio, per evitare che il PdL e la Lega facessero la stessa brutta figura fatta al Senato e in altri Consigli Regionali quando sono usciti dall’Aula, ha scelto la scusa: “il Consiglio non ha mai commemorato la scomparsa di un Presidente della Repubblica” ergo non si può fare nemmeno questa volta. Il che sta a significare che sbagliato una volta non c’è più modo di correggersi.

Anche i sassi sanno che sono state le azioni politiche fatte a suo tempo da Scalfaro, con schiena dritta e consapevolezza, il motivo dell’odio espresso dalla Lega e dal centro destra e concretizzatosi in questo rifiuto.

Confondere il doveroso ricordo di una persona che per tutta la vita ha rappresentato, più che degnamente, le istituzioni con la condivisione delle sue scelte politiche evidenzia la pochezza e la miopia di una classe politica che poi è la stessa che non si spiega il perché il suo operato venga apprezzato da un misero 4-6 % della popolazione che ha governato per anni.

lunedì 27 febbraio 2012

Mancato adeguamento retributivo dell'indennità di esclusività ex art. 12 CCNL 6.5.2010 Dirigenza Medico Veterinaria.

Oggi ho presentato la seguente Interrogazione, a cui verrà data risposta nei prossimi giorni durante l'Aula:

"Preso atto di quanto stabilito dall'art. 9, commi 1 e 21, della L. 30 luglio 2010, n. 122;

considerato che la Conferenza delle regioni, con atto prot. n. 11/17/CR06C1 del 10 febbraio 2011, così come modificato ed integrato in data 12 ottobre 2011, ha stabilito, con particolare riferimento ai dirigenti del SSN, che non sono stati soggetti agli effetti di limitazione del trattamento economico dettati dall'art. 9, comma 1 della L. 122/2010, l'attribuzione di dirigenti di prima nomina dopo 5 anni di servizio e l'indennità di esclusività conseguita per effetto di attribuzione di incarico di struttura complessa o di incarichi/funzioni diverse al maturare di superiori fasce di anzianità;

ricordato che nella nostra Regione ogni Azienda Sanitaria interpreta le norme succitate in modo diverso, creando di fatto delle disparità di trattamento economico fra gli operatori delle diverse Aziende;

si chiede all'Assessore competente che la Direzione centrale della salute, recependo quanto chiaramente stabilito dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, dia delle direttive chiare a tutte le Aziende Sanitarie in modo che tutti gli operatori del settore possano avere un uguale trattamento economico e vedano riconosciuti i propri diritti."

lunedì 13 febbraio 2012

Le intenzioni del Presidente Tondo sulla sanità regionale...

Sabato 11 è stata inaugurata la nuova ala della casa di riposo di Cividale, la cui completa ristrutturazione è da poco terminata.

Fra le varie autorità c'era anche il Presidente della Regione, nonché Assessore della sanità, Renzo Tondo che nel suo discorso ha voluto anche indicare la direzione che intende dare alla politica sanitaria della Regione.

Senza tanti giri di parole ha detto che "la gente deve abituarsi a non avere l'ospedale sotto casa" e questo, detto in una cittadina che da anni vede le proprie strutture sanitarie depauperate, ha un significato ben preciso: ciò che resta dell'ospedale verrà chiuso.

Questo spiega come i 10 milioni di euro, accantonati per la messa in sicurezza dell'ospedale, siano prima diventati sei ed ora anche quei sei sono pronti ad essere scippati, tanto che l'Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine attende, inutilmente, che la Regione si esprima sul progetto di massima presentato da almeno sei mesi.

Purtroppo l'inerzia del Sindaco e della sua maggioranza, peraltro ben rappresentata anche sui banchi del Consiglio Regionale, hanno permesso la prosecuzione del saccheggio dei servizi della nostra comunità.

Questa non volontà/incapacità di difendere la propria gente ha permesso, infatti, che la sede centrale dell'INPS programmasse la chiusura della sede di Cividale, il trasferimento del Giudice di Pace è cosa fatta e la sede del Tribunale di Cividale è sempre più ballerina.

Se poi, analogamente con quanto successo al nostro ospedale, ci si accorge che realtà limitrofe che servono comunità molto più piccole continuano ad esistere grazie alla decisa difesa dei propri amministratori, allora il disagio diventa ancora più grande.

A suo tempo l'ospedale di S. Daniele, di Gemona, di Spilimbergo sono stati salvati dall'azione politica dei rispettivi sindaci o dei rappresentanti regionali, mentre la chiusura del nostro nosocomio è stata facilitata dall'inerzia dell'ex sindaco Pascolini.

La nostra amministrazione, mentre si trastulla con l'ennesimo ponte con annessa speculazione edilizia, non vede o non vuol vedere che la città, perdendo ogni giorno servizi essenziali, si sta trasformando in un dormitorio che costringerà ciascuno di noi ad andare a Udine per un qualsiasi ancorché minimo bisogno.

giovedì 9 febbraio 2012

in materia di Attività estrattive.

Una decina di giorni fa in IV commissione è stato approvato il regolamento concernente le modalità di presentazione delle domande di autorizzazione dell’attività estrattiva.

Se consideriamo che da decenni si attendeva una regolamentazione della materia e che tutto sommato il documento è condivisibile, dall’altra non possiamo esimerci dalle considerazioni politiche che alla fine ci hanno fatto optare per un voto di astensione.

La contrarietà sta nel fatto che tuttora manca il Piano Regionale delle Attività estrattive (PRAE), cioè manca quello che è, o meglio dovrebbe essere, il punto di riferimento essenziale per l’apertura e la coltivazione di nuove cave.

Senza una visione organica del fabbisogno regionale degli inerti e delle rocce, delle sedi ove si possono reperire, delle scelte prioritarie da fare (ad esempio quali e quanti fiumi sghiaiare), se e quanti di questi “beni comuni” è accettabile e sostenibile vengano venduti alle regioni/nazioni contermini, ecc ecc si rischia che l’unico riferimento sia il profitto.

Considerato che la stesura del PRAE è di ben lontana dalla conclusione e che le grandi opere in cantiere muovono cifre ed appetiti ragguardevoli, credo molto realistico e concreto il rischio che la nostra regione in un prossimo futuro venga saccheggiata e deturpata dai soliti noti.

L’assenza dell’assessore Ciriani, competente per la materia, ha impedito che alle legittime richieste di spiegazioni di parte dell’opposizione venisse data una risposta e di conseguenza un voto di astensione è stato forse fin troppo benevolo.

Commemorazione di Oscar Luigi Scalfaro.

Di seguito riporto la richiesta che i Consiglieri Kocijancic, Antonaz ed io abbiamo presentato al presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz.

"Il 30 gennaio 2012 si è spento alla ragguardevole età di 93 anni il Presidente Emerito della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro che in tutta la sua vita si è distinto per l’impegno profuso a difesa della democrazia e della Costituzione che aveva contribuito a scrivere nel lontano 1946.

Eletto ininterrottamente in Parlamento dal 1948 ha continuato a svolgere con coerenza ed integrità morale il suo mandato sempre nell’interesse superiore della Nazione.

Più volte Ministro in diversi governi, è anche stato Presidente della Camera dei Deputati e del Senato.

La nomina a Presidente della Repubblica lo ha raggiunto in un momento particolarmente critico per la Nazione, in quanto solo pochi giorni prima, a Capaci, c’era stata l’uccisione del giudice Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e di tre uomini della scorta.

Nella primavera del 2006, come Presidente del Comitato "Salviamo la Costituzione", è stato uno degli artefici dell’abrogazione per via referendaria delle modifiche costituzionali introdotte dal governo di centrodestra.

Questi brevi accenni solo per rimarcare come tutta l’esistenza del presidente Oscar Luigi Scalfaro sia stata vissuta fino all’ultimo a difesa dei valori democratici in cui credeva.

Considerato che è prassi consolidata che il Presidente del Consiglio Regionale commemori nell’Aula consigliare i concittadini la cui vita è stata spesa nell’interesse e per la crescita democratica della Nazione siamo a chiederLe che nella prossima seduta del Consiglio venga adeguatamente ricordata la figura di Oscar Luigi Scalfaro, Senatore a vita della Repubblica Italiana."

Pastafariani... sequel!

Qualche settimana fa ho mandato al Direttore generale dell'ASS n. 2 Isontina la richiesta provocatoria di allegare alla busta paga dei dipendenti dell'ASS stessa una richiesta di contributo per il Pastafarianesimo (potete leggere l'articolo pubblicato al riguardo su questo blog il 12 gennaio e la relativa risposta). Insoddisfatto della risposta ho inviato anche il seguente commento.

"Preg. mo dott Bertoli

nel rilevare che nella Sua del 23. gennaio non trovo nessuna risposta alla mia richiesta di allegare alle buste paga dei dipendenti dell’Azienda Sanitaria da Lei diretta una lettera il cui contenuto e finalità sono del tutto analoghe a quelle di don Zuttion, non posso esimermi da alcune considerazioni:

- le finalità della Caritas Diocesana sono condivisibili, ma la fattiva collaborazione che l’ASS2 ha accordato all’iniziativa di don Zuttion, espongono l’Azienda al rischio che chicchessia, ancorché animato dagli stessi buoni propositi, sia autorizzato a chiedere la stessa collaborazione della struttura dal Lei diretta;

- la difficoltà di esaudire/respingere la mia richiesta sta tutta nel dover specificare i criteri adottati dall’ASS2 per appoggiare questa o quella istituzione sia essa laica o religiosa;

- nessuno ha mai messo in dubbio che la Caritas aiuti tutti valutando solo lo stato di necessità del soggetto, ma analogamente si comportano altre organizzazioni no profit che, a questo punto, dovrebbero poter contare dello stesso aiuto che l’ASS 2 Isontina ha accordato alla Caritas;

- considerato che la raccolta dei fondi, per quanto a me noto, è stata fatta nella sede di lavoro, l’affermazione che ”questa attività è stata realizzata da dipendenti volontari e al di fuori del debito orario contrattuale“ andrebbe supportata da una delibera (che non ho ricevuto) che autorizzi il personale a trattenersi negli uffici utilizzandone la struttura e le strumentazioni in dotazione;

- in un’ottica di trasparenza sarebbe utile sapere quante altre volte e a supporto di quali associazioni l’Azienda isontina si è prestata ad iniziative analoghe .

Certo di farLe cosa grata non intendo reiterare la mia richiesta confidando che nel prossimo futuro l’Azienda venga utilizzata esclusivamente per i fini istituzionali per cui è sorta e non piegata ad altre, ancorché nobili, istanze."

lunedì 6 febbraio 2012

Incenerimento rifiuti: non tutto il centro sinistra ha votato contro la petizione n. 16.

Quando Moretton afferma che il centro sinistra di Trieste è contrario alla chiusura del Termovalorizzatore di Trieste dice solo una parte della verità.

E’ vero che ha schierato il Partito Democratico contro la petizione che chiedeva un pronunciamento della Regione a favore del riciclo totale e contro la pratica dei termovalorizzatori come soluzione al problema rifiuti, ma Sinistra Ecologia e Libertà assieme ai consiglieri di Rifondazione Comunista, IDV e ai Cittadini-Libertà Civica hanno votato in modo opposto.

Non è nemmeno vero che l’approvazione della mozione avrebbe comportato l’immediata chiusura dell’inceneritore di Trieste, perché la mozione voleva solo che il Consiglio Regionale si decidesse ad indicare chiaramente la strada che si vuole (o non vuole) intraprendere.

Queste sono tutte ambiguità e resistenze che spiegano come la differenziata a Trieste non riesca a superare un misero 20 % mentre nel resto della Regione si osservano percentuali nettamente migliori e che in alcune cittadine superano anche il 65 %.

Un’ultima considerazione che sembra procedurale ma è sostanziale: come è possibile che un ODG (n°1 firmato Moretton, Galasso , Sasco e Picco) possa essere approvato “in sostituzione” ad una petizione che altri hanno presentato?

La petizione andava approvata o respinta così come presentata dai proponenti e solo dopo, chi lo avesse voluto, poteva presentare un ordine del giorno.

Credo del tutto evidente che proseguendo su questa strada l’obbiettivo l’Europa ci pone, ma che l’Italia ha sottoscritto, (raccolta differenziata con una percentuale non inferiore al 65 % del totale entro il 2012 ) non potrà essere raggiunto e, di conseguenza, oltre tradire l’ambiente e quindi i nostri figli saremo costretti a pagare le penali per non aver rispettato i patti.

mercoledì 1 febbraio 2012

Demolizione del laboratorio di Udine (padiglione 12).

Ecco l'interrogazione a risposta immediata che ho presentato per questa sessione d'Aula a cui mi è stata data risposta oggi.

"Premesso che a marzo del 2011 la gran parte del laboratorio della SOC di Microbiologia dell'Ospedale S. Maria della Misericordia di Udine, da anni allocato al padiglione 12, è stato trasferito nel padiglione 9;

ricordato che nella vecchia sede è restata la Sierologia e nelle stanze rimaste libere è stato attrezzato un nuovo laboratorio aggregato all'Anatomia Patologica universitaria, pensato per accogliere un noto chimico che di qui a breve avrebbe prestato la sua opera di ricercatore per l'Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine;

considerato che le due strutture sarebbero restate in quella sede almeno fino alla costruzione della nuova ala tecnologica per la sierologia, e per parecchi altri anni il laboratorio di ricerca, è stata messa in atto un corposa e onerosa ristrutturazione che è terminata nel mese di settembre del 2011;

considerato che in questi giorni è in atto lo smantellamento ed il trasferimento della sierologia e del nuovo laboratorio di anatomia patologica per la imminente demolizione del padiglione stesso pare per permettere l'edificazione di un'ala del nuovo ospedale

si chiede all'assessore competente come intenda procedere per individuare le responsabilità che hanno portato a ristrutturare un immobile che a distanza di pochi mesi si intende demolire e a chi dovranno essere addebitate le spese inutili fin qui sostenute."

Di seguito la risposta:

"Preg. mo Consigliere,

in ordine all'interrogazione a risposta immediata da Lei presentata va preliminarmente precisato che le attività ivi richiamate si inseriscono nel più ampio rapporto di collaborazione dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Udine nell'ambito del progetto di ricerca QUIDPROQUO (MOlecular NAnotechnology for Life Science Applications: Quantitative Interactomics for Diagnostics PROteomics and Quantitative Oncology) che vede il prof. Giacinto Scoles quale principal Investigator e quali principali istituzioni l'Università degli Studi di Udine - Dipartimento di scienze Mediche e Biologiche e il Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano.

Ciò premesso, si comunica che, per ospitare temporaneamente l'attività del prof. Scoles, si è provveduto ad affrescare e revisionare l'impiantistica di due locali del Padiglione n. 12. destinato alla dismissione.

Non trattasi quindi di intervento di ristrutturazione d'immobile, ma di operazioni di modesta entità (2.250,00 euro + IVA per parte elettrica, 500,00 euro per la tinteggiatura e le finiture), per consentire l'utilizzo in sicurezza di due locali.

Sia questa attività che quella di sierologia erano comunque destinate ad essere trasferite in altri spazi aziendali una volta attivato il Centro Servizi e Laboratori.

La realizzazione del nuovo hub (edificio logistico di ricezione/smistamento merci aziendale), ha accelerato il processo di dismissione del Padiglione n. 12 in quanto la sua ottimale collocazione è prevista proprio in corrispondenza all'attuale posizione del Padiglione n. 12.

va comunque specificato che gli eventuali costi che l'Azienda ha sostenuto e dovesse ancora sostenere in relazione alle attività di ricerca in argomento, saranno integralmente ristorati con il fondo del progetto di ricerca".

Da questa risposta si conferma quanto da me sostenuto, ma si minimizzano i costi. E' impensabile che manchi una programmazione tale che dopo soli tre mesi si demolisce quello che è stato fatto pochi mesi prima. Da ultimo va fatta un'altra considerazione: la demolizione del Padiglione n. 12, restaurato per il prof. Scoles, implica che lo stesso non verrà più a Udine e perderemo anche tutti i finanziamenti fatti per la ricerca da lui seguita?